«Call of Duty», il gioco che fa impazzire i vip

Trentadue anni fa di questi tempi il mondo aveva appena rischiato di scomparire: l'ufficiale sovietico Stanislav Petrov non aveva creduto al computer che gli segnalava l'arrivo di 5 missili nucleari dagli Stati Uniti e decise di non schiacciare il bottone rosso. Trentadue anni dopo la fantascienza predice che presto le guerre si combatteranno solo giocando con un videogame e così intanto il mondo si sta portando avanti: perché l'uscita di Call of Duty - Black Ops III oggi scatenerà la passione di milioni di fan. Vip e non.

Insomma: il gioco di guerra più famoso al mondo arriva con il suo dodicesimo capitolo ufficiale, una saga (che comprende anche quattro cosiddetti spin-off) nata nel 2003 e che alla fine dello scorso anno aveva contato un incasso complessivo di 10 miliardi di dollari. Capirete insomma perché Activision Blizzard, la prima società produttrice di videogame al mondo, ci punti forte. E perché tra i fan di Cod (se parlate con un appassionato chiematelo così) ci sono nomi mica da poco: per esempio la modella Cara Delevigne (che appare in volto in uno dei promo della nuova puntata), così come l'attrice Michelle Rodriguez, piloti come Jorge Lorenzo (avrà imparato qualcosa?), dj come Afrojack, cantanti come Emis Killa, calciatori a go go. Tipo Juan Mata, André Schürrle, Javier Pastore per dire. Ma pure molti altri naturalmente. E siccome tra i molti ci sono anche parecchi giocatori del Milan, ecco che ad Activision è venuta l'idea di sposare il lancio di Black Ops III - con soldati e zombie in epoda di Guerra Fredda - con i volti di alcuni rossoneri: Mario Balotelli, Ignazio Abate, Andrea Bertolacci e Alessio Cerci.

I quattro sono stati impegnati negli spogliatoi di San Siro in una sessione di gioco ripresa per un video promozionale, ed hanno espresso il loro entusiasmo per lo sparatutto più celebre degli store. Ad esempio SuperMario ha spiegato che va all'attacco anche quando è ai controller «soprattutto se mi accorco che sto giocando con uno scarso», un poì come con i difensori insomma, Per Cerci invece « Call of Duty è una passione che arriva da lontano, perché già da piccolo giocavo a titoli cone Resident Evil o Metal Gear . In fondo è un modo per rilassarsi un po'». Bertolacci ammette che - visto che si scende in campo contro altri milioni di giocatori online - ogni tanto si diverte a farsi riconoscere: «Ho un nickname che non svela la mia identità, ma quando dico chi sono non ci crede nessuno...». E in pratica, alla fine, il più esperto è Abate: «Mi è sempre piaciuto, è diventato velocissimo e geniale nelle ambientazioni. È vero: è un gioco di guerra e dunque va gestito come si deve. Ma basta essere dei genitori attenti per spiegare ai figli che, appunto, è solo un gioco». Così, dunque, da oggi Black Ops III non sarà solo il videogame ufficiale del Milan ma quello più giocato nel mondo. E finché si spara così, la cosa è pure divertente.

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