È bufera sulla scorta Di Maio: cosa ha fatto a un deputato di Fdi

"Si è anche permesso di dire che io non sono niente. Perchè evidentemente se non sei del governo rosso-giallo non sei niente", spiega Galeazzo Bignami. Lollobrigida chiede l'intervento di Fico

È bufera sulla scorta Di Maio: cosa ha fatto a un deputato di Fdi

Domanda se sia opportuno che Luigi Di Maio, impegnato in campagna elettorale a Faenza, venga accompagnato dalla scorta messa a disposizione in qualità di ministro degli Esteri e per tutta risposta viene richiesta la sua identificazione con tanto di carabinieri sul posto.

La denuncia arriva dal diretto interessato, il deputato di Fdi Galeazzo Bignami, mentre a domandare un intervento delle istituzioni in merito alla vicenda è il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida.

"Siamo a Faenza, in piena campagna elettorale", spiega il deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami. Tra gli altri è presente anche Luigi di Maio, che partecipa quale esponente di spicco del Movimento CinqueStelle. "E qui abbiamo la sua scorta da ministro degli Esteri", racconta il parlamentare. "Qualcuno mi dovrebbe spiegare se è giusto: legalmente nessuno ne dubita, io sono avvocato e posso garantire che nulla viene infranto a livello di legge. Ma pongo una domanda. Secondo voi è opportuno che venga utilizzata la scorta assegnata al ministro degli Esteri per svolgere iniziative di campagna elettorale? Secondo me, secondo noi è legittimo e legale, ma non è opportuno. Ho chiesto informazioni alla scorta", prosegue Bignami riprendendo uno dei componenti della stessa, il quale "ha ritenuto di prendere il tesserino, che ho esibito perchè mi ha chiesto di qualificarmi, e di identificarmi. Vedete i carabinieri?", dice il deputato mentre il video riprende gli uomini dell'Arma alle sue spalle, per il lavoro dei quali dichiara il massimo rispetto."Mi stanno identificando. Perché? Perché ho chiesto semplicemente se il ministro poteva utilizzare la scorta per svolgere iniziative di campagna elettorale". A causa di una domanda posta non in funzione del ruolo di deputato ma di semplice cittadino, l'uomo della scorta ha chiesto l'identificazione. "Da questo signore", spiega ancora Bignami, "che tra l'altro si è anche permesso di dire che io non sono niente. Perchè evidentemente se non sei del governo rosso-giallo non sei niente". "Questo non è uno stato di polizia?" si domanda ancora il parlamentare di FdI. "Noi la faremo un'interrogazione parlamentare", annuncia.

Francesco Lollobrigida, capogruppo Fdi alla Camera, esprime la propria solidarietà al collega,"colpevole di aver solo chiesto spiegazioni sulla presenza degli uomini dell'auto blu di Di Maio durante un'iniziativa elettorale in sostegno al candidato sindaco del centrosinistra alla quale il ministro aveva preso parte".

"Al di là del fatto che, come ben spiegato dallo stesso Bignami in una diretta social, è assolutamente legittimo per un ministro muoversi con la sua scorta personale, troviamo da una parte inopportuno che questo avvenga durante una visita non istituzionale ma prettamente politica di partito, e dall'altra parte riteniamo vergognoso il trattamento che è stato riservato a un parlamentare della Repubblica appellato dalla scorta di un ministro come 'nullità' e successivamente sottoposto a identificazione da parte delle forze dell'ordine", affonda Lollobrigida.

"La scorta del ministro Di Maio ha agito con una arroganza tipica di epoche storiche che ritenevamo e speravamo superate", prosegue la nota riportata da Agi. "La loro reazione aggravata dall'essere rappresentanti delle Forze dell'ordine resta offensiva e del tutto fuori luogo. Chiediamo un immediato e deciso intervento del presidente della Camera Fico a tutela delle prerogative e della dignità dei propri parlamentari. In una democrazia avanzata quale fino a prova contraria è ancora l'Italia, le libertà costituzionali degli eletti dal popolo non possono essere ignorate, calpestate o peggio, conculcate senza che ciò abbia delle conseguenze. Quanto sono lontani i tempi dei Cinquestelle scortati dal popolo", conclude.