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Cantiere centrodestra, summit a tre per la svolta. Schiarita sul caso Foa

Domani vertice Berlusconi-Salvini-Meloni su Rai e Regionali. Il Cavaliere domenica a Fiuggi

Cantiere centrodestra, summit a tre per la svolta. Schiarita sul caso Foa

Il vertice del centrodestra slitta di qualche giorno: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si vedranno domani a pranzo, a palazzo Grazioli. Sul tavolo c'è il futuro della coalizione, dagli accordi per le regionali alla riforma Crimi sui tetti alla pubblicità.

E se ci sarà l'accordo, verrà sbloccato anche il caso Rai. Stamattina alle 8 è convocata la Commissione di Vigilanza ed è chiaro il cambiamento di atteggiamento di Forza Italia verso il candidato presidente di Salvini Marcello Foa, bocciato ad agosto.

«Non abbiamo acrimonie verso nessuno», dice il vicepresidente azzurro Antonio Tajani, al Corriere della sera. Parla di una verifica della tenuta della coalizione, di un «clima positivo», di una prospettiva breve per il governo gialloverde: «Dubito che possa durare 5 anni. Vediamo che succede dopo le Europee». Giorgio Mulè, componente di Fi in Vigilanza Rai, a SkyTg24 spiega: «Su Foa c'è stato un cambiamento a 180 gradi sul metodo, che abbiamo criticato, senza preclusioni sulla persona. Adesso ci sono le condizioni per arrivare a una soluzione diversa da quest'estate».

Proprio Mulè ha presentato un emendamento alla risoluzione di Lega e M5s, per un nuovo voto del Cda su Foa, che potrebbe arrivare già in settimana. Propone un'audizione in Vigilanza del prescelto, per illustrare le sue linee programmatiche, prima del voto finale. Il centrodestra così dovrebbe ricompattarsi sul suo nome. Stamattina si voterà l'emendamento, come le risoluzioni di Leu e Pd, sempre contrari. La Lega illustrerà i pareri legali a favore della riproposizione di Foa e Fi dovrebbe astenersi, in attesa dell'accordo complessivo.

Per le Regionali, gli azzurri contano di ottenere il candidato-governatore in Piemonte (l'eurodeputato Cirio) e in Abruzzo. Alla Lega andrebbe la Sardegna e bisognerà vedere le richieste di Fdi. In Abruzzo, dove Fi è ben radicato, è stato fissato il voto il 10 febbraio, ma i coordinatori di centrodestra accusano il Pd di procrastinare troppo la data, insistono per il 23 dicembre e minacciano un ricorso al Tar.

Ad Arcore, Berlusconi ha chiesto a Salvini garanzie che la Lega difenda il programma del centrodestra, una vera flat tax in testa, nella prospettiva di un futuro governo della coalizione e un contrasto del piano Crimi sull'editoria. I 5s mettono le mani avanti. «Salvini può dare le garanzie che vuole a Berlusconi - avverte su Rai3 Barbara Lezzi, ministra per il Sud - Noi non gli faremo regali. Si va avanti sulla riforma Crimi». Replica la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna: «Nessun regalo, andrebbe evitato di seguire la tradizione che colpisce un avversario politico scagliandosi contro la legittima attività imprenditoriale di un grande gruppo».

Il Cavaliere chiuderà domenica a Fiuggi la convention di Fi e Ppe, organizzata dal presidente dell'Europarlamento Tajani e lì spiegherà il piano di rilancio del partito, le alleanze in Italia e in Europa e, in particolare, come contrastare la crisi del lavoro. Quello dell'occupazione è il filo conduttore del meeting che inizierà venerdì, con gli interventi della presidente del Senato Elisabetta Casellati, del governatore ligure Giovanni Toti, della leader di Fdi Giorgia Meloni, del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, del segretario del Ppe Antonio Lopez.

Tajani, da Facebook, «spalanca le porte» a tutti, invitando a partecipare, discutere e ascoltare le «idee di chi lavora, produce, crea posti di lavoro». Gli ospiti non saranno solo politici, ma imprenditori, sindacalisti, anche sportivi come il campione di nuoto Gregorio Paltrinieri.

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