Il capitalismo? È gretino. La parola d'ordine diventa "sostenibilità"

Il Ceo di BlackRock, il più grande fondo al mondo: "Il clima è un rischio di investimento"

All'inizio del 2018, e quindi prima ancora che Greta Thunberg facesse scendere in piazza il movimento Fridays For Future, il Ceo di BlackRock, Larry Fink, aveva spedito una lettera agli amministratori delegati delle migliaia di società partecipate da un capo all'altro del pianeta: «Per prosperare nel tempo, la performance finanziaria non è sufficiente, ogni azienda deve dimostrare di aver fornito un contributo positivo alla società». Una vera e propria chiamata alle armi considerando che Blackrock è la più grande società di investimento al mondo, una sorta di sherpa del mercato che quando parla viene seguito a ruota dagli altri investitori internazionali. E il messaggio di Fink era chiaro: se volete conservare il nostro appoggio dovete evitare investimenti in titoli giudicati incompatibili con i principi etici basilari o in settori giudicati controversi (per esempio tabacco o armi) ma dovete invece scommettere su società che nelle loro scelte strategiche incorporano temi come l'energia verde, l'inclusione e la diversità. In sintesi, i criteri standard che sono stati battezzati Esg (Environmental, social and governance).

Da allora una nuova parola d'ordine è entrata nell'agenda della finanza: sostenibilità. Ma ieri mister Fink ieri ha suonato la seconda carica, dimostrando che non si tratta né di un fenomeno di costume passeggero, o di una moda, ma bensì di una strategia «mainstream», di un cambiamento epocale già in atto di cui le roccaforti del capitalismo mondiale dovranno tenere conto, con un impatto significativo in termini di riallocazione del capitale. E anche di rendimento. Quest'anno Fink ha accelerato il passo spiegando come il cambiamento climatico sia diventato un fattore determinante nelle prospettive a lungo termine delle aziende costringendo gli investitori a rivedere le ipotesi fondamentali della finanza moderna. «Un numero sempre maggiore di investitori riconoscerà che il rischio climatico è un rischio di investimento», scrive il ceo di Blackrock. Aggiungendo che «gli investitori ci chiedono in che modo modificare i propri portafogli. Cercano di comprendere non solo i rischi fisici legati al cambiamento climatico, ma anche che impatto avranno le politiche legate al clima sui prezzi, sui costi e sulla domanda dell'economia nel suo complesso». I mercati dei capitali anticipano il rischio futuro: «Se il 10% degli investitori globali riallocasse il proprio capitale in strategie sostenibili - o addirittura il 5% - assisteremo a massicci spostamenti di capitale. E questa dinamica accelererà man mano che la prossima generazione prenderà il comando, in politica e nel business».

Per Blackrock questa strategia si traduce già, ad esempio, nel rimuovere dai portafogli di investimento attivo discrezionale i titoli pubblici (sia debito che azionario) di società che generano oltre il 25% dei loro ricavi dalla produzione di carbone termico, che miriamo a realizzare come obiettivo dal metà del 2020. Ma anche nell'essere «sempre più inclini a votare contro il management quando le aziende non avranno compiuto progressi sufficienti», aggiunge Fink lasciando intendere che la rivoluzione si farà anche nei cda dove la «roccia nera», quando si muove, può far molto rumore. Non solo profitti, dunque, ma azioni responsabili:è questo il capitalismo del futuro, non la fine del capitalismo. I capitali ci sono e vogliono sapere dove devono andare e perché il mercato oggi è fatto dalla rivoluzione sostenibile. Come dimostrano anche i risultati diffusi ieri dalla Bei di un'indagine sul clima. Ebbene, secondo il rapporto, il 94% degli italiani dice di voler smettere di utilizzare le bottiglie di plastica (il 66% lo ha già fatto). E l'Italia è al primo posto in Europa su questo aspetto, insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Non solo. Il 77% degli italiani afferma di programmare meno spostamenti in aereo per contribuire a contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici, intenzione che il 30% già mette in pratica. Anche le abitudini fanno il mercato.