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Carburanti, scattato il taglio delle accise. Controlli alla pompa. Allarme gas dal Qatar

Sconti finanziati con 500 milioni dei ministeri. Consegne a rischio, Eni scende in campo

Carburanti, scattato il taglio delle accise. Controlli alla pompa. Allarme gas dal Qatar
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È in vigore da ieri il decreto Carburanti con cui il governo interviene in modo deciso per contenere l'impatto dei rincari su famiglie e imprese. Il cuore del provvedimento è il taglio delle accise, che si traduce in uno sconto immediato alla pompa: 25 centesimi al litro su benzina e diesel e 12 centesimi sul gpl. Una riduzione significativa, resa ancora più evidente dall'effetto combinato sull'Iva, che si calcola sull'intero prezzo e quindi scende a sua volta.

Le aliquote, si legge nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vengono rideterminate per venti giorni: la benzina e il gasolio scendono a 47,29 centesimi al litro, mentre sul gpl si attesta a 16,77 euro al chilo. Un intervento che comporta una spesa complessiva di 423,5 milioni per lo Stato, destinata a salire a 549 milioni includendo anche i 125,5 milioni previsti per il credito d'imposta a favore di autotrasportatori e pescherecci.

Sul fronte delle coperture, la scelta dell'esecutivo è netta: la quota più rilevante, pari a 527,4 milioni, arriva da una rimodulazione degli stanziamenti dei ministeri. Il contributo maggiore è richiesto al Mef con 127,5 milioni, mentre l'impatto minore riguarda il Turismo con 1,6 milioni. A completare il quadro intervengono 15,5 milioni di maggiori entrate derivanti dagli stessi sconti e una riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Una strategia che punta a evitare scostamenti di bilancio, mantenendo al tempo stesso un sostegno concreto ai consumi.

Parallelamente, il governo ha attivato una stretta immediata contro eventuali fenomeni speculativi. I ministri Adolfo Urso e Giancarlo Giorgetti hanno dato il via a un'azione coordinata con la Guardia di Finanza e con Mister Prezzi. La macchina dei controlli si è messa in moto già nelle prime ore successive all'entrata in vigore del decreto con verifiche capillari su strade e autostrade.

Il Garante ha trasmesso alle Fiamme gialle una lista dettagliata dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi al taglio delle accise, individuando "specifici indici di anomalia tra prezzi alla pompa e quotazioni internazionali". I controlli, viene spiegato, proseguiranno lungo tutta la filiera e potranno sfociare in sanzioni da parte dell'Antitrust o, nei casi più gravi, in segnalazioni all'autorità giudiziaria. L'obiettivo è chiaro: garantire che il beneficio deciso dal governo arrivi integralmente ai cittadini.

Il decreto arriva però in un contesto internazionale estremamente delicato. Dal Qatar giungono segnali di forte preoccupazione: QatarEnergy potrebbe dichiarare la forza maggiore sui contratti di fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) dopo gli attacchi che hanno messo fuori uso il 17% della capacità di esportazione del Paese. "Ci saranno ripercussioni significative sull'approvvigionamento energetico mondiale", ha avvertito il premier Mohammed bin Abdelrahmane al-Thani, sottolineando come l'escalation rischi di colpire direttamente Europa e Asia.

In questo scenario complesso l'Italia guarda anche alla solidità dei propri operatori energetici. Eni rivendica la capacità di reggere l'urto delle tensioni geopolitiche. "Prevediamo che la nostra produzione di Gnl crescerà dell'11%", ha spiegato il direttore finanziario Guido Brusco, mentre l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha chiarito che eventuali criticità, come quelle legate allo Stretto di Hormuz, "dal nostro punto di vista non sono poi così rilevanti" e che il gruppo "non ha navi bloccate".

Non solo.

Il Cane a sei zampe punta su nuovi progetti e partnership internazionali, dall'Argentina all'Indonesia, per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel gas naturale liquefatto e garantire forniture a costi competitivi. Un elemento che rappresenta una garanzia aggiuntiva per il sistema energetico italiano, chiamato a fronteggiare una fase di forte instabilità a livello globale.

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