La massa contro "loro", che non avrebbero alcuna legittimità. I Carc, il Partito dei comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, evocano la rivoluzione per il mese prossimo. Con un linguaggio pre-insurrezionale, elencano una lunga serie di iniziative a cui prenderanno parte da qui alla fine di febbraio. E tra scioperi, presidi, azioni coordinate e iniziative di piazza, i neocomunisti hanno un obiettivo dichiarato: "cacciare il governo Meloni". Il documento politico, pubblicato sul sito dei Carc, teorizza la delegittimazione dell'esecutivo e la costruzione di un nuovo ordine politico, fondato su un "blocco politico e sociale" capace di governare il Paese. Così, tra un corteo contro la Nato, una manifestazione pro Askatasuna, un presidio davanti alla sede nazionale del Pd di Elly Schlein e altre mobilitazioni contro il riarmo, il "movimento operaio e popolare", il "movimento antagonista" e il "movimento comunista" si preparano a "bloccare tutto". Un mese di guerriglia, in pratica. L'obiettivo finale è l'instaurazione di un "governo popolare di liberazione", attraverso una mobilitazione capillare che dovrebbe passare per "azienda per azienda, scuola per scuola, territorio per territorio, quartiere per quartiere". La chiosa non è di attualità politica: "Così operava il Cln durante la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo farlo ancora", scrivono. Un passaggio che chiarisce come l'esecutivo Meloni venga considerato rimovibile attraverso la lotta di piazza. Nei giorni scorsi a Torino è stato annunciato un concerto in favore di Askatasuna che avrebbe dovuto svolgersi ieri promosso dai collettivi a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino. La rettrice dell'ateneo piemontese ha però fatto sapere che l'iniziativa "non è autorizzata e qualora dovesse comunque avere luogo, sarà fatta un'opportuna segnalazione alle autorità competenti", annunciando la chiusura dell'Università fino a lunedì per motivi di sicurezza. Una decisione che non è piaciuta al Collettivo universitario autonomo (Cua), realtà studentesca legata ad Askatasuna che in una nota ha definito la scelta della rettrice "un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista, che succube delle intimidazioni della questura cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla ed esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città". Il concerto è stato così spostato al Laboratorio culturale occupato Autogestito Manituana. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha definito "intollerabile" la diffusione via web di un tutorial sugli scontri in vista del corteo del prossimo 31 gennaio. Il fermento della sinistra radicale è testimoniato anche dalla nascita di una nuova sigla, il "Partito comunista di unità popolare" che ha organizzato per oggi a Roma il proprio congresso fondativo.
Nel simbolo campeggia la falce e il martello sormontati da una stella rossa ma la linea politica è già emersa in un evento organizzato nei giorni scorsi "Contro l'aggressione Usa ed il sequestro di Maduro contro il Venezuela rivoluzionario".