Carceri piene di extracomunitari: sono 1 su 3

Il sottosegretario Molteni (Lega): "Gestione fallimentare dell'immigrazione"

Carceri piene di extracomunitari: sono 1 su 3

Il 32 per cento della popolazione carceraria italiana è composta da stranieri. Ciò significa che è pari a un terzo del totale il numero degli extracomunitari che nel corso del 2021 ha commesso reati. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria, al 31 ottobre scorso nelle carceri italiane c'erano 54.307 detenuti, di cui 17.315 provenienti da un Paese estero. A fine 2020, a fronte però di una maggiore popolazione carceraria, gli stranieri erano 19.900 e a fine 2019 20.200. Anche se, come riportato nel rapporto Antigone, la presenza «di detenuti stranieri negli istituti italiani non è tuttavia uniforme sia a livello regionale che di singoli istituti di pena. In alcuni istituti infatti, a prescindere dalla loro grandezza, vi è una elevatissima presenza in termini assoluti o percentuali, mentre accade che in altre carceri la presenza di detenuti si riduca a poche unità». In certe strutture si tocca anche il 78% di presenza straniera.

Esaminando i dati, si rileva che l'80% dei reati è commesso da irregolari, ovvero da persone che stanno in Italia senza che ne abbiano il diritto. Considerando che nell'arco dell'anno appena concluso sono sbarcati in Italia 67.040 clandestini, a fronte dei 34.154 dell'anno precedente e degli 11.471 del 2019, il trend potrebbe però variare di molto nell'anno in corso.

«Il dato legato agli arrivi è allarmante - spiega al Giornale il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni -. Di questi 67mila, oltre 40mila arrivano con barchini, gommoni o velieri e 10mila circa tramite quelle Ong che tornano a comandare nel Mediterraneo violando convenzioni internazionali, leggi e disposizioni normative. Il dato drammatico è la comparazione rispetto agli anni precedenti. Questo vuol dire che le politiche di gestione dell'immigrazione post Salvini sia a livello nazionale che sovranazionale sono state fallimentari». E prosegue: «Nel momento in cui aumenta l'immigrazione irregolare e fuori controllo, ovviamente accanto a una criminalità nazionale autoctona che purtroppo esiste e rispetto alla quale le forze di polizia sono in prima linea per contrastare, salgono anche criminalità e delittuosità non solo per quanto riguarda i reati predatori, ma soprattutto per traffico di stupefacenti, spaccio e reati legati ai giri dei nigeriani che si stanno imponendo in molte parti del nostro Paese».

Per quanto riguarda le denunce, è pari al 70% la percentuale di quelle mosse nei confronti di stranieri irregolari, che costituiscono il 10% degli extracomunitari presenti sul territorio nazionale. Insomma, chi non ha le carte in regola finisce poi per bivaccare, visto che la sua condizione gli impedisce di trovare un lavoro e, quindi, entra nel circuito della criminalità organizzata o finisce per delinquere. Questo solleva il problema annoso dei rimpatri, troppo pochi e mal organizzati. Dal luglio 2020 all'agosto 2021 sono stati appena 4.321. I reati compiuti da stranieri riguardano per lo più lo spaccio (20%), la prostituzione minorile (10%), le lesioni colpose (9%), gli omicidi (8%), la falsificazione di atti (8%), i furti e le rapine (6% del totale). Inoltre, su 62 femminicidi avvenuti nell'arco del 2021, il 27% vede come responsabile o presunto tale un immigrato.

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