Il caro bollette al test nucleare

Nucleare e gas saranno inseriti nell'elenco Ue delle fonti energetiche sostenibili

Il caro bollette al test nucleare

Nucleare e gas saranno inseriti nell'elenco Ue delle fonti energetiche sostenibili. L'Ecofin di oggi potrebbe impedirlo, ma pare un'ipotesi remota dopo l'uscita di ieri di Pascal Canfin, europarlamentare presidente della Commissione Ambiente. Ciò consentirà di non classificare i relativi investimenti fuori dal perimetro green, la cosiddetta tassonomia verde basata sulle indicazioni degli esperti di finanza, il Technical Expert Group. La finanza, quando sostiene le attività industriali, è molto attenta all'aspetto green, non certo per sensibilità ambientaliste ma perché oggi stare fuori da questo cono di luce rischia di compromettere la sicurezza dei rendimenti. Il fattore Greta pesa nelle scelte industriali più di quanto non si pensi, o di quanto sarebbe logico. Oltre ai timori di eccesso di offerta del decennio scorso, c'è anche questo dietro il drastico rallentamento degli investimenti upstream, quelli per la creazione di capacità aggiuntive da nuovi giacimenti di gas, passati a livello globale da 850 a 350/400 miliardi di dollari annui. Lo sappiamo bene noi italiani, che paghiamo il gas da Russia e Algeria circa 50/70 centesimi al metro cubo, mentre potremmo estrarlo a 5 centesimi al mc. Regalo dei 5S che col Conte 1 hanno bloccato gli investimenti in Adriatico, dove la Croazia sta invece trivellando, e quasi fermato il Tap in Puglia. Quando i Tg riportano del caro-bollette dovrebbero ricordare quale parte politica va ringraziata. Il populismo di ogni tipo sarà pure folclore nelle piazze, ma quando entra nelle stanze dei bottoni fa disastri concreti. Sul nucleare poi dobbiamo tutti fare un bagno di realismo, passando dal «No» al «Come». Tralasciando che abbiamo impianti a ridosso dei confini, costruire oggi significa fare centrali di taglia medio-piccola, basate su sistemi di gestione digitali affidabili, nemmeno comparabili con quelli tipo Chernobyl. Allora ben venga questa decisione di non escludere gli investimenti in gas e nucleare dal perimetro green. Il primo, non solo perché è la fonte di energia fossile che emette meno CO2 di tutte, ma soprattutto perché non possiamo farne a meno, per riscaldarci d'inverno, rinfrescarci d'estate e accendere la luce di sera. L'altro perché sempre più dovremo farvi ricorso, se davvero vogliamo limitare le emissioni di CO2.

Alla fine, questi sono i frutti di quel gigantesco bagno di realismo che è stata Glasgow.

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