Per la Carta di Roma la parola "pacchia" è propaganda

Secondo un report dell'associazione, realizzato insieme all'Osservatorio di Pavia, l'uso di questa parola avrebbe aperto la strada "al rifiuto senza precedenti delle autorità italiane di accogliere i naufraghi"

Per la Carta di Roma la parola "pacchia" è propaganda

Una parola che avrebbe aperto la strada "al rifiuto senza precedenti delle autorità italiane di accogliere i naufraghi nei porti italiani". Si tratta del termine "pacchia", utilizzato spesso dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e che costituirebbe, secondo il sesto rapporto su media e immigrazione "Notizie in chiusura" realizzato dall'associazione Carta di Roma, "uno slogan, pura propaganda".

Il report, infatti, scrive: "In una sola frase c'è il corredo completo della mistificazione e della distorsione della realtà che la politica produce costantemente quando parla di migranti. Questa distorsione è la cifra del 2018". L'associazione, insieme all'Osservatorio di Pavia, ha presentato oggi, a Roma, il rapporto che prende in esame la carta stampata, i sette telegiornali nazionali prime-time ma anche le pagine Facebook di diversi quotidiani.

"Invasione è la parola che serve a rafforzare la decisione di fermare l'immigrazione chiudendo i porti, ma questa parola con la realtà ha poco a che fare. E sono i numeri a dirlo: dall'inizio dell'anno, gli arrivi sono diminuiti dell'80% rispetto all'anno scorso", ha spiegato Valerio Cataldi, presidente dell'associazione Carta di Roma. Che, durante la conferenza, ha anche citato alcuni titoli.

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