"Case private, resort e perfino interi quartieri: il futuro dell'abitare è il legno, anche in città"

La tecnica Marlegno: comfort e benessere in costruzioni con minimo impatto sull'ambiente

Dalla casa alla città: la bioedilizia in legno allarga i confini. Angelo Luigi Marchetti è l'ad di Marlegno, tra le aziende protagoniste di questo cambiamento.

Che cosa vi ha spinto a puntare su questo mercato?

«Siamo nati nel 2000, quando in legno si realizzavano per lo più tetti e solai. Noi abbiamo fatto una scelta controcorrente, quella di costruire intere case con questo materiale. All'inizio erano solo chalet, poi villette in campagna: man mano ha cominciato a rivolgersi a noi anche chi cercava un appartamento o una casa su misura anche in città. Oggi concepiamo intere aree residenziali, bio-quartieri dove la qualità e il benessere sono la scelta consapevole di tante famiglie».

Come si costruisce la casa in legno?

«Chi si approccia a Marlegno ha un desiderio da realizzare, una casa dei sogni che per molti è un'esperienza unica nella vita. Chi decide di vivere in una casa in legno cerca il calore e il comfort, la sensazione di accoglienza e l'isolamento termico e acustico che si ottiene anche grazie alle applicazioni tecnologiche. Spesso i committenti si avvalgono di un architetto o un tecnico di fiducia che concepisce la casa seguendo le esigenze e i gusti di chi la abiterà. Da qui in poi il progetto viene affidato ai nostri esperti che accompagneranno il cliente in tutte le fasi di realizzazione, fino alla consegna delle chiavi».

Quali sono le complessità?

«La nostra tecnologia è a secco, niente mattoni e calce: gli elementi vengono prefabbricati, il che riduce i tempi di posa e minimizza sprechi ed errori. La vera complessità è quindi l'ingegnerizzazione: dobbiamo progettare bene per realizzare in tempi brevi. Scegliamo poi impianti e materiali che a parità di prestazioni siano competitivi nel prezzo, a favore del risparmio energetico e col minor impatto possibile sull'ambiente. Infatti, uno studio del Politecnico di Milano, dimostra che un edificio costruito con bioedilizia ha un impatto sull'ambiente inferiore del 30%. Il prefisso bio non è usato a caso perché il legno è un materiale naturale, utilizziamo solo legno proveniente da boschi gestiti consapevolmente e certificato PEFC».

Che tipo di edifici costruite?

«La nostra struttura interna è in grado di gestire la progettazione e cantierizzazione di un singolo edificio o di una parte di città con la stessa cura e mantenendo sempre performance elevate. Siamo un ecosistema di divisioni che declinano la stessa tecnologia costruttiva e lo stesso know-how in tanti ambiti: Le Case di Marlegno è l'unità di business che si occupa delle case private personalizzate, Le Residenze di Marlegno segue lo sviluppo di quartieri di bioedilizia, EcoResort progetta resort turistici a basso impatto ambientale e Nidoom, eco-suite nomadi multifunzionali prefabbricate».

Che cosa chiedono i clienti, ora che stiamo tutti più in casa?

«Lockdown e Smart Working spingono molti verso la scelta di una casa confortevole e silenziosa con spazi verdi o aperture verso l'esterno. È importante la qualità dell'aria: i nostri impianti di ventilazione meccanica controllata la garantiscono anche senza aprire le finestre».

Come vede il futuro dell'azienda in questo momento difficile?

«Guardiamo avanti con consapevolezza e fiducia. Il futuro sembra dalla nostra parte: la presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha indicato il legno come uno dei materiali green su cui investire, perché immagazzina anidride carbonica e aiuta l'ambiente. Nell'edilizia sarà inoltre introdotta la certificazione di impatto sull'ambiente: un passo in più verso il benessere di persone e pianeta, in nome di sostenibilità e innovazione».

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