Caso Gregoretti, Bongiorno: "Salvini non spinga per il sì al processo"

La senatrice leghista spiega che il nodo centrale non è se salvare Salvini oppure no, ma “verificare se ha agito nell'interesse pubblico”

Caso Gregoretti, Bongiorno: "Salvini non spinga per il sì al processo"

"Io spero davvero che Matteo Salvini decida di non avallare la linea dell'autorizzazione a procedere nei suoi confronti”. Lo sottolinea Giulia Bongiorno, senatrice della Lega. Tra due giorni, infatti, il Senato deciderà se l’ex ministro dell’interno dovrà essere processato sul caso della nave Gregoretti. Il 25 luglio 2019 quest’ultima si stava dirigendo verso la Sicilia con a bordo 135 persone ma il titolare del Viminale decise di non concedergli un porto di attracco e richiamò l’Unione europea affinché venisse trovato un accordo sulla redistribuzuone dei migranti.

Bongiorno rimane convinta dell’infondatezza del reato di sequestro di persona e aggiunge che l’eventuale processo non sarà corto e non è possibile prevedere il suo esito. La senatrice spiega poi che il nodo centrale non è se salvare Salvini oppure no ma “verificare se ha agito nell'interesse pubblico” e lo potrà stabilire solo Palazzo Madama. “E quel che vale oggi per Salvini tutelerà in futuro chi svolge questa funzione - prosegue Bongiorno -. Salvini non ha commesso alcun reato: rallentare lo sbarco in attesa della redistribuzione dei migranti non è sequestro di persona”. L’ex ministro della Pubblica amministrazione ribadisce dunque che il Senato è l’unico attore chiamato a pronunciarsi su una vicenda così delicata, “altrimenti da domani sarà la magistratura a stabilire se un atto politico è di interesse pubblico”, precisa l’ex deputata in un'intervista al Corriere della Sera.

Bongiorno non teme l’esito del processo ma i tempi, in particolare l’ipotesi che un uomo rimanga per molti anni sotto processo. Un aspetto che l’avvocato palermitano riferirà al leader leghista. “Lui pensa di andare in aula e dimostrare davanti a tutti in tempi brevi che ha ragione. Però, questo rischia di non succedere - continua l’ex deputata -. I tempi potrebbero essere lunghissimi e c'è il problema di restare bloccati per anni, ostaggi del processo”. Bongiorno sottolinea che Salvini deve essere “orgoglioso” di quello che ha fatto e lei stessa comprende che l’ex ministro sia intenzionato a non voler scappare dal processo.

Secondo Bongiorno è “sbagliato” che da molti anni la politica abbia rinunciato a molte delle sue funzioni, tra le quali c'è "il potere di legiferare in alcune materie sensibili e che per una sorta di pudore abbia rinunciato a tutelare la sua indipendenza”. Come spiegato dalla senatrice, questo scenario ha portato al "cortocircuito istituzionale", che non permette al ministro dell'Interno di poter difendere i confini nazionali.