Caso Gregoretti, Salvini tira dritto "Ho difeso i confini dell'Italia"

Il leader leghista affronta il Senato: "Non scappo dal processo". E lancia la sfida: "Decida un giudice se ho fatto il mio dovere"

Caso Gregoretti, Salvini tira dritto "Ho difeso i confini dell'Italia"

"Quando ci sarà il processo lo affronterò con orgoglio. A differenza di altri, io non scappo". Lo ha dichiarato Matteo Salvini a poche ore dal voto al Senato per approvare o meno l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Gregoretti.

Dopo aver ascoltato le parole dell'ex ministro della Lega, Erika Stefani, che ha illustrato il lavoro svolto dalla Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato, Salvini ha abbandonato l'aula e raggiunto gli uffici del gruppo. "Tutto bene", ha spiegato velocemente ai cronisti. E mentre a Palazzo Madama diversi senatori intervenivano sul caso Gregoretti, il leader leghista ha denunciato sui social l'assenza del governo in aula. "Che pena, senza vergogna - ha scritto pubblicando una foto dei banchi -.Governo assente. Vogliono mandare a processo Salvini, non hanno il coraggio di presentarsi in Aula".

Prima di rientrare al Senato per un suo discorso conclusivo, Salvini si è fermato a parlare con i cronisti. "Quando ci sarà il processo lo affronterò con orgoglio. A differenza di altri, io non scappo", ha affermato per poi attaccare i giallorossi: "Ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale. Mi spiace che qualcuno a sinistra cerchi ancora in Italia e nel resto del mondo di eliminare gli avversari politici. Siamo antropologicamente e culturalmente diversi: io mai nella vita chiederò che siano i giudici a giudicare Conte Zingaretti e Di Maio. Il giudizio che conta è quello del popolo".

L'ex ministro dell'Interno si dice tranquillo e non teme l'esito del voto. "Confido nel fatto che la magistratura sia sana, libera e indipendente. Se devo essere processato, lo farò a testa alta. Andrò a processo e racconterò quello che ho fatto come mio motivo d'orgoglio. Attendo sereno il giudizio prima del Tribunale, poi del popolo italiano quando si voterà" (guarda il video).

Il discorso al Senato

Poco dopo Matteo Salvini è intervento in aula. "Se c'è qualcuno che scappa non è fra i banchi della Lega ma fra i banchi del governo", ha dichiarato in apertura del suo intervento sul caso Gregoretti. La presenza del governo in aula per la discussione "non era prevista", ha subito specificato la presidente del Senato Elisabetta Casellati replicando alle osservazioni del leghista (guarda la gallery).

"Se avessi dovuto ragionare per opportunismo, per interesse personale non avrei preso la decisione che ho preso: si parla di un processo, non di una passeggiata - ha continuato Salvini -. Ritengo di aver difeso la mia Patria, non chiedo un premio ma se ci deve essere un processo che ci sia. Ho fatto il mio dovere. Non andrò a difendermi ma a rivendicare con orgoglio quello che collegialmente abbiamo fatto per l'Italia. E l'abbiamo fatto per più di un anno con gli amici dei 5 Stelle", ha continuato ricordando le dichiarazioni di Di Maio, Toninelli e Bonafede.

"Io dico quello che dico per rispetto nei confronti della carica che ho ricoperto, degli italiani e dei miei due figli che vanno a scuola e hanno il diritto di ritenere che il papà sia spesso lontano da casa non perché sequestra persone ma perché difendere confini del suo Paese è un suo dovere", ha aggiunto dicendosi preoccupato per i suoi figli "che domani leggeranno sul giornale che il papà è un criminale".

"Io un sequstratore? I migranti siamo andati a prenderli noi in acque maltesi. Ci chiesero aiuto e ho detto sì, avremmo potuto fregarcene e invece no . Devo disubbidire a Giulia Bongiorno perché sono testone e sono stufo di impegnare quest'Aula per la Diciotti, la Gregoretti, la Open Arms. Chiariamola una volta e per tutte davanti a un giudice se ho fatto il mio dovere. Non cerco vendette. Voglio andare a processo per raccontare al mondo che queste politiche sull'immigrazione, condivise da Lega e M5S, hanno salvato decine di migliaia di vite umane. Sono convinto che l'archiviazione sia la fine di questa vicenda".

Il leghista ha concluso il suo discorso citando Montanelli: "Combattete per quello in cui credete". "Viva l'Italia, viva la libertà, viva la democrazia".

Il sostegno

Intanto, fuori dal Palazzo, l'hashtag #iostoconSalvini è diventato trending topic su Twitter Italia.

Mentre in Senato è in corso l'esame sulla richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei ministri nei suoi confronti, sui social i sostenitori dell'ex ministro dell'Interno si mobilitano. "Grazie a chi sta twittando, addirittura primo nelle tendenze italiane. Sento forte il vostro affetto", ha ringraziato il leader della Lega. Seconda tendenza #Gregoretti.

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