Castillo vola verso la vittoria Chiesto arresto per la Fujimori

Castillo vola verso la vittoria Chiesto arresto per la Fujimori

Il procuratore peruviano Josè Domingo Pèrez ha chiesto la carcerazione preventiva per Keiko Fujimori, aspirante alla presidenza del Paese nel sofferto ballottaggio contro Pedro Castillo, e da tempo coinvolta in indagini su presunte trame di corruzione. Secondo l'accusa, la figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori avrebbe infranto le regole della libertà condizionata imposte dalla magistratura a seguito della sua scarcerazione, avvenuta lo scorso anno.

Keiko ha anticipato una corposa serie di ricorsi contro presunte irregolarità nel voto di domenica scorsa. Il giudice Victor Zuniga Urday dovrà comunque convocare un'udienza per stabilire se laFujimori, accusata di contributi illeciti nelle campagne elettorali del 2011 e del 2016, potrà continuare ad attendere il processo in libertà, pur se con le limitazioni fissate dalla giustizia, o essere rimessa in arresto preventivo.

Nonostante l'avvio delle indagini, Keiko Fujimori ha potuto presentare la sua candidatura alle presidenziali perchè non è ancora intervenuta una sentenza di condanna. La parte del processo che la riguarda rimane sospesa almeno fino all'esito definitivo della contesa elettorale. In caso di vittoria, ipotesi che i numeri sembrano però rendere sempre meno probabile, il processo si potrà riaprire solo dopo la fine del mandato presidenziale. Con il 99,13 per cento delle schede censite, il candidato della sinistra, Pedro Castillo, vanta il 50,2 per cento di voti a favore contro il 49,8 di Fujimori. Tra i due c'è uno scarto di poco più di 71 mila e quattrocento voti, difficilmente colmabile dal gruzzolo di schede ancora da aprire. Le sorprese potrebbero arrivare dai ricorsi annunciati dalla squadra di Keiko e, in misura minore, dai voti sottoposti alla prima revisione delle autorità elettorali.