"Catturate l'orsa pericolosa" Ma è scontro con il ministro

L'esemplare M49 ha causato l'80% dei danni in tutta la Regione. La Provincia dà l'ordine, ma Costa non ci sta

A quasi due anni dalla cattura dell'orsa KJ2, in Trentino si è riproposto il problema dei grandi carnivori con un'altra orsa che è divenuta un pericolo concreto per la sicurezza. Si tratta dell'orsa M49, che da sola ha causato oltre l'80% dei danni cagionati dai grandi carnivori in Trentino, così, dopo una lunga e non risolutiva spoletta fra la Provincia autonoma di Trento e il ministero dell'Ambiente, incapace di fornire risposte risolutive alla problematica, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha disposto la cattura dell'animale. Ovviamente, subito si sono mobilitate le associazioni animaliste che di fronte al rischio che l'eccessiva confidenza che l'orso ha dimostrato con le zone antropizzate possa sfociare in tragedia sono intervenute chiedendo al ministro Costa di intervenire per «non condannare alla prigionia a vita l'orso M49».

La questione ha inizio quando nell'agosto del 2018, all'animale è stato fissato un radiocollare e grazie a questo tipo di monitoraggio è stato riconosciuto come l'autore di tutta una serie di attacchi al bestiame degli allevatori trentini della valle del Chiese e delle Giudicarie. Nonostante i tentativi di dissuasione, previsti in questi casi, l'orso non ha cambiato abitudini e a febbraio di quest'anno il presidente Fugatti ha scritto al ministero per chiederne la cattura e, nonostante l'aggiornamento continuo sui danni ed altre due missive indirizzate al dicastero di Costa, l'autorizzazione non è pervenuta. Riunito persino il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in cui il rappresentante dell'Ispra ha evidenziato il rischio reale e concreto rappresentato dall'animale, Fugatti ha sollecitato nuovamente l'organo governativo ma, quando un paio di notti fa l'orso ha provato ad introdursi nel caseificio di una malga, il presidente della Provincia ha detto basta e ha ordinato la cattura dell'orso assumendosene direttamente la responsabilità. Nonostante la contrarietà degli organi ministeriali, Fugatti non ha intenzione di fare dietrofront perché «la situazione è ormai insostenibile e garantire la sicurezza di allevatori e cittadini in genere è un dovere primario, dal quale non ci si può sottrarre». Quindi, non per forzare un braccio di ferro con il governo bensì per una questione di responsabilità verso i cittadini e a far scendere il piatto della bilancia dal lato del governatore sarebbe proprio l'autonomia speciale del Trentino. «L'articolo 52 dello Statuto di Autonomia Speciale della Regione Trentino Alto Adige pone in capo al Presidente della Provincia i poteri in materia di sicurezza. Noi siamo una Provincia autonoma e le prerogative della Autonomia intendiamo esercitarle prosegue Fugatti - I nostri cittadini devono poter continuare ad avere fiducia nelle istituzioni e nella loro capacità di affrontare i problemi e risolverli concretamente anche per tutelare quel delicato equilibrio su cui poggia la convivenza fra uomini e grandi predatori».

Di tutt'altro avviso è il dicastero pentastellato che, nel prendere le parti dell'orsa, sottolinea come non sarebbero soddisfatti i criteri di pericolosità, tali da giustificare la cattura del grande carnivoro, in quanto mancherebbero i fatti comprovanti un'eccessiva confidenza del carnivoro con l'uomo. «Sebbene si sia avvicinato e sia entrato, in cerca di cibo, in strutture come una stalla e una casa estiva in quel momento non abitata, non è entrato in contato con l'uomo- ha sottolineato il ministro Costa - e ciò rappresenterebbe «una differenza sostanziale». Insomma, niente porte a Santa Chiara finché non hanno rubato, di diverso avviso è, però, il governatore del Trentino che avverte «non ci fermeremo qui».

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