Il Cavaliere telefona a Michetti. "Da Silvio amore per Roma"

Il candidato sindaco nella Capitale in piazza con la Matone. Tajani rilancia l'idea del partito unico per le Politiche del 2023

Il Cavaliere telefona a Michetti. "Da Silvio amore per Roma"

Prima uscita ufficiale di Enrico Michetti e Simonetta Matone. I candidati del centrodestra alla guida del Campidoglio hanno partecipato alla campagna di informazione «Meno tasse, più crescita» che Forza Italia ha portato avanti in tutte le città italiane in questo fine settimana. Ieri sotto il gazebo di piazza Euclide ai Parioli, oltre al candidato sindaco e alla prosindaco c'erano anche Antonio Tajani e il commissario romano del partito Maurizio Gasparri.

Una partenza di campagna elettorale spinta anche dalla telefonata con Silvio Berlusconi. Da Arcore, il leader azzurro si è congratulato con Michetti e Matone per la candidatura e ha usato sulla Città Eterna parole che hanno colpito il candidato sindaco. «Non mi aspettavo - ha commentato poi Michetti - tanto amore e tanta passione per questa città».

Per la coppia Michetti e Matone è stata l'occasione per lanciare i primi temi della campagna elettorale. Di sicuro, avverte l'aspirante primo cittadino, la prossima giunta sarà composta da «persone di altissimo profilo». E l'agenda dei primi mesi di governo della città è già piena di impegni: dal decoro alla sicurezza, dall'emergenza rifiuti alle infrastrutture. Nell'immediato, invece, è fondamentale girare la città «per farsi conoscere». «Dovremo girare tutta Roma - spiega lo stesso Michetti - e raccontare il nostro sogno ai cittadini che incontriamo. In una città di tre milioni di persone non le potremo conoscere tutte, ma l'importante è creare un rapporto di affetto ed empatia con le persone. Creare un entusiasmo che è figlio del sogno che vogliamo rappresentare».

Ieri però è stata anche la giornata del rilancio sul partito unico. Sotto il gazebo di piazza Euclide, Tajani è tornato a parlare dell'idea del partito unico del centrodestra. Con un modello cui ispirarsi: quello dei Repubblicani statunitensi. E il battesimo della nuova «creatura» potrebbe essere il voto delle politiche del 2023. Tajani rivendica la primogenitura della proposta di partito unico per il Cavaliere. L'idea è quella di sviluppare la proposta avanzata da Salvini nei giorni scorsi. Il leader della Lega aveva auspicato la formazione di una federazione dei partiti di centrodestra che sostengono Draghi. Un modo, aveva spiegato, per rendere l'azione di governo più efficace e spedita.

Per Tajani questa «federazione» potrebbe rappresentare l'incubatore di un progetto più ampio che superi l'emergenza e si presenti tra due anni come soggetto politico. «Non c'è ancora nulla di deciso - si affretta a precisare il coordinatore nazionale degli azzurri -, ma partito unico vuol dire andare oltre la federazione, dare vita a una grande forza che vada da Fratelli d'Italia fino a chi nell'aria riformista non vuole essere sottomesso alla sinistra. Berlusconi ne parlò anni fa. È un percorso che dobbiamo avviare». Nel partito di Giorgia Meloni si storce però il naso, visto che FdI continua il suo trend in crescita e nessuno nel partito ha intenzione di scioglierlo per unirsi agli altri di centrodestra. E forti riserve le esprimono anche Giovanni Toti e Luigi Brugnaro della neonata formazione Coraggio Italia. I tempi sono prematuri, spiega Ignazio La Russa (FdI) che commenta l'idea come una «inutile fuga in avanti».