Il paesaggio da cartolina delle vette innevate della Val Pusteria, il sole primaverile di questi giorni che si rifletteva sulla superficie ghiacciata del lago di Braies e la leggerezza di chi ha creduto di potersi avventurare per una passeggiata sul ghiaccio ignorando i cartelli di pericolo. È lo scenario che solo per un caso non ha trasformato il giorno di Pasqua in una trappola mortale per cinque persone cadute in acqua nella parte settentrionale del lago dolomitico, dove le temperature elevate hanno fatto cedere improvvisamente la crosta ghiacciata.
I primi a finire nelle acque gelide, verso le 15 di domenica, sono stati due ragazzini minorenni, pare fratello e sorella, che passeggiavano sul lago. Poi è toccato a tre familiari, tra cui il padre, scivolare nel tentativo di salvarli. Durante le operazioni di soccorso il ghiaccio ha ceduto nuovamente e non sono riusciti a restare a secco. Provvidenziale è stato l'intervento di alcuni turisti che hanno assistito alla scena e sono intervenuti tempestivamente per tirarli fuori dall'acqua, salvandoli dall'ipotermia ed evitando che il bollettino della giornata diventasse tragico. A quelle temperature (sotto il ghiaccio si aggirano sui 2-3 gradi, massimo 5) anche pochi minuti in più fanno la differenza. Quando sono arrivate le squadre di emergenza i cinque erano già stati tratti in salvo. Ai soccorritori non è rimasto altro da fare che prestare loro le prime cure, scaldandoli con le coperte termiche in alluminio.
Un incidente che fortunatamente si è risolto senza gravi conseguenze, ma che è tutt'altro che isolato. Anzi, negli ultimi tempi gli interventi di soccorso - spesso dovuti all'imprudenza e alla sottovalutazione delle situazioni di rischio - sono aumentati. Tanto che i vigili del fuoco della provincia autonoma di Bolzano ieri hanno fatto un appello chiedendo ai turisti di "non entrare più sul lago e rispettare la segnaletica presente, perché a causa delle attuali condizioni meteo e dell'intensa esposizione al sole, la copertura di ghiaccio non è più portante e sussiste pericolo di cedimento". Intuitivo, ma non scontato, come osserva Simon Feichter, del soccorso Alpino dell'Alta Pusteria: "La gente non ci pensa, vede il ghiaccio e va. Ma il buonsenso dovrebbe arrivare anche dove non arrivano i cartelli".
Invece le segnalazioni presenti vengono puntualmente ignorate, anche in giorni come questi in cui le temperature esterne sono alte, facendo aumentare il pericolo che il ghiaccio si spacchi. Domenica stessa, mentre i cinque feriti venivano accompagnati all'ospedale di San Candido per accertamenti, c'era tantissima gente sulla superficie ghiacciata del lago, almeno un centinaio di persone.
Una situazione pericolosissima per i vigili del fuoco, che invitano alla prudenza e ad una maggiore consapevolezza dei turisti, perché in certe condizioni la resistenza della superficie non è più garantita, rendendo ogni passo un'incognita. Tutto questo, naturalmente, rappresenta un rischio anche per i soccorritori che per tirare fuori qualcuno dall'acqua devono addentrarsi nella stessa zona di pericolo.