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La Cei chiama a raccolta i cattolici

La Cei richiama i cattolici all'impegno. Il rischio è che il "governo del cambiamento" scontenti le sensibilità di tutti. Vescovi "coscienza critica" dell'esecutivo presieduto da Conte

La Cei chiama a raccolta i cattolici

La Cei ha chiamato a raccolta gli attivisti cattolici. La sensazione è che si voglia riempire un vuoto politico. Molti rappresentanti cattolici, durante la passata competizione elettorale, hanno perso i loro seggi parlamentari.

Qualcuno si è spinto a dire che la Conferenza episcopale italiana ha "perso le elezioni". Lo stesso monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, si era espresso così:"I cattolici non hanno mostrato una sensibilità politica adeguata". Ieri, poi, era arrivata l'apertura del cardinal Gualtiero Bassetti alle "forze nuove" della scena politica italiana. Una "sfida" che dovrebbe essere "raccolta". Ma sembrerebbe il caso di dire che qualcosa bolle in pentola. Nel caso alcuni capisaldi venissero toccati dal prossimo, sempre più probabile, "governo del cambiamento", allora sarà opposizione. Bassetti è stato molto chiaro:"Saremo molto vigilanti nei confronti di chi assume una così alta magistratura. Quello che sarà buono lo apprezzeremo, per quello che eventualmente va contro la famiglia e i migranti, saremo coscienza critica. Senza collateralismi. Abbiamo paletti fermi che sono irrinunciabili: la persona, la Costituzione, la scelta chiara per la democrazia e l'Europa".

Il governo del professor Giuseppe Conte, nel caso si dimostrasse un esecutivo promotore di quelle istanze che genericamente vengono chiamate "populiste", non avrebbe il sostegno dell'episcopato italiano. Questo è sempre più chiaro. Il quadro partitico, poi, potrebbe rimescolarsi: non è da escludere un ritorno all'impegno diretto dei cattolici. Suggestioni, che per ora non trovano conferma. Certo è che la Cei sembra essere preoccupata anche per gli annunciati interventi in materia fiscale: il tipo di flat tax proposto dal "contratto di governo" è stata bocciato. Bassetti ha parlato di progressività fiscale. Qualsiasi rivisitazione delle aliquote, ha sottolineato il vertice dei vescovi, deve tenere in considerazione le fasce sociali più deboli. Il tema che preoccupa di più rimane quello della gestione dei fenomeni migratori. La Cei, che è stata spesso tacciata di "migrazionismo", sembra concordare con l'Ue: l'Italia, per i prelati del belpaese, non dovrebbe cambiare l'impostazione in materia di immigrazione. Monsignor Negri, attraverso un'intervista rilasciataci ieri, ha evidenziato come gli italiani si siano stancati di essere "richiamati ossessivamente".

Monsignor Angelo Becciu, Sostituto della segreteria di Stato per gli affari generali, un uomo di Chiesa che tra poco sarà elevato a cardinale, ha ammesso la scomparsa dei cattolici in politica all'interno di un'intervista a La Nuova Sardegna. Restano le posizioni individuali, ma manca un "contributo organico" dei cattolici sul palcoscenico politico. Molti esponenti dell'universo considerato circostante la Conferenza episcopale si erano presentati nelle liste del Partito Democratico. Altri hanno trovato "asilo" nelle liste del centrodestra. Il governo Lega - 5Stelle, però, ha spiazzato un po' tutti. Da una parte c'è la linea oltranzista del partito di Matteo Salvini in materia d'immigrazione, dall'altra ci sono le registrazioni dei figli delle coppie omosessuali promosse dai sindaci pentastellati (vedasi i casi di Torino e Roma). Un "governo del cambiamento" che potrebbe scontentare sia i cattolici che non vogliono la chiusura delle frontiere sia quelli particolarmente attenti ai temi etici e alla difesa della "famiglia tradizionale".

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