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Centrodestra prudente sul Putin "aperturista". "Adesso servono i fatti"

Nel governo la Lega è la più fiduciosa. Fdi e FI pensano a una mossa politica

Centrodestra prudente sul Putin "aperturista". "Adesso servono i fatti"
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Nel governo l'apertura fatta filtrare da Vladimir Putin su un possibile dialogo con l'Europa viene letta con prudenza. Nella maggioranza prevale la convinzione che il Cremlino stia tentando soprattutto una mossa politica: sondare le divisioni occidentali e incrinare il fronte europeo che negli ultimi mesi si è progressivamente ricompattato su posizioni più atlantiche e filoucraine.

La Lega è il partito che sceglie la linea più aperturista. "L'Europa non lasci cadere nel vuoto l'apertura di Putin. Dopo 4 anni di guerra, morti e sanzioni, la parola torni alla diplomazia", fanno sapere i leghisti. Un messaggio che appare come la conferma di una sensibilità diversa rispetto agli alleati, più incline a verificare eventuali spiragli negoziali e dare credito a Mosca.

Nel centrodestra, però, prevale un approccio più cauto. Nessuno chiude alla diplomazia, ma quasi tutti chiedono di attenersi ai fatti. È la linea espressa dal presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi: "Il riconoscimento del ruolo politico dell'Ue e la disponibilità al dialogo da parte di Putin confermano che la scelta di sostenere l'Ucraina è stata giusta. Ora va verificato se alle parole seguiranno fatti concreti; purtroppo fino a oggi non è stato così". Dietro le quinte, il ragionamento che circola tra esponenti di governo è ancora più netto. "Putin sembra voglia lanciare il sasso per far emergere le divisioni europee. Anche se andare a vedere quali sono le reali intenzioni è comunque doveroso", osserva una fonte della maggioranza. Una lettura condivisa soprattutto tra Fratelli d'Italia e Forza Italia, convinte che Mosca stia tentando di riaprire un terreno politico favorevole proprio mentre sul piano militare il conflitto appare congelato.

Dopo oltre quattro anni di guerra, infatti, il fronte si muove pochissimo. Aumentano gli attacchi, i droni e i morti, ma nessuna delle due parti sembra in grado di ottenere un successo decisivo, nonostante le sortite della propaganda di Mosca. Da qui la convinzione, sempre più diffusa anche nelle cancellerie europee, che la partita possa progressivamente spostarsi sul terreno diplomatico.

Ma è proprio questo il punto che induce prudenza nella maggioranza italiana. Perché mentre Putin parla di un conflitto "prossimo alla conclusione", il Cremlino continua a mantenere una postura aggressiva. "L'operazione militare speciale in Ucraina si concluderà con una vittoria. Questa è la nostra guerra. E la vinceremo", ha ribadito il portavoce Dmitry Peskov. Parole che dentro il centrodestra vengono considerate incompatibili con una reale svolta negoziale. Alessandro Cattaneo, responsabile Dipartimenti di Forza Italia, sintetizza così la posizione azzurra: "La volontà di Putin l'abbiamo misurata in questi anni, nei continui attacchi contro civili e nei tentativi di pace falliti. Vedremo dai fatti se ci sarà un cambio reale o se si tratta di una boutade".

Il ministro della Difesa Guido

Crosetto (nella foto) invece al raduno degli Alpini esprime una speranza: "Le vie d'uscita non si vedono mai, bisogna cercarle con costanza, bisogna cercarle con determinazione, i frutti della pace prima o poi arriveranno".

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