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Chiara aggredita: guerra di perizie tra Sempio e Stasi

Lo scontro su dove sia iniziato il delitto. Dalla cucina, al soggiorno fino alle scale

Screen "Chi l'ha visto?"
Screen "Chi l'ha visto?"
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In cucina. No, in soggiorno. No, all'inizio delle scale. A diciott'anni dalla morte di Chiara Poggi e dopo tre inchieste tra i tanti punti ancora oscuri ce n'è uno cruciale: il luogo esatto della villa di Garlasco dove la ragazza venne colpita dal suo assassino, nella fase iniziale dell'aggressione proseguita con violenza crescente, fino ai colpi mortali. È un passaggio cruciale per ricostruire nei dettagli la dinamica dell'omicidio, e capire come si concili con gli scenari finora accertati, cioè quello che vede come colpevole il fidanzato Alberto Stasi, e con le nuove ipotesi avanzate dalla Procura di Pavia. E non a caso in queste settimane decisive ognuna delle parti sta lavorando intensamente per fornire una sua verità.

Il primo a uscire in parte allo scoperto è stato il consulente della famiglia di Chiara, Dario Redaelli, che sta lavorando in questi giorni a un documento da sottoporre al legale dei Poggi, Gianluigi Tizzoni. È, come anticipato dal Corriere della Sera, continua a puntare il dito contro Stasi. Luogo dell'aggressione, secondo Readelli: la cucina. È lì che ci sarebbero le tracce che portano direttamente a Stasi: una è la cannuccia dell'Estathè dove solo recentemente è stato individuato il Dna del ragazzo di Chiara, ma nell'elaborato di Redaelli pare che vengano citati altri elementi che secondo il consulente dicono che nella cucina di casa Poggi qualcosa che fa esplodere Alberto.

Un dato è certo: in cucina verranno trovate delle sedie spostate, e le imposte delle finestre saranno le uniche a venire trovate aperte. Ma nelle altre narrazioni della scena del crimine non si tratterebbe di un dato decisivo: a muovere sedie e persiane potrebbe essere stata Chiara, che fa colazione (come confermerà l'autopsia) prima di venire uccisa. E in queste narrazioni alternative cambia anche il luogo della prima aggressione. Che nella versione firmata dai carabinieri del Ris all'epoca delle prime indagini, e tutt'ora sostenuta dal comandante dell'epoca Luciano Garofano, avviene invece in soggiorno. "Si ritiene che la Poggi sia stata aggredita sul pavimento del soggiorno" e sia stata "colpita più volte al capo con un mezzo contundente". Dopodiché, secondo Garofano, l'aggressore trascina il corpo verso le scale finché Chiara riprende i sensi e viene di nuovo colpita.

Ma poi ci sono le versioni alternative, la nuova analisi delle tracce di sangue (la Bpa) effettuata dai Ris di Cagliari, la nuova perizia del medico legale Cristina Cattaneo, le nuove indagini dei difensori di Stasi: che non hanno commissionato una nuova Bpa ma hanno consegnato

alla Procura di Pavia altri documenti ancora segreti che porterebbero a escludere la colpevolezza di Alberto. E molto ruota intorno a una domanda vecchia di diciott'anni: dove è stata colpita per la prima volta Chiara Poggi?

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