
C'è chi l'ha ribattezzato l'asse del male del nuovo millennio ma, probabilmente, quello che andrà in scena da oggi a Tianjin, in Cina, potrebbe essere ribattezzato come il vertice dell'ambiguità. Tra i venti capi di Stato e governo presenti alla corte di Xi Jiping, ci saranno i rappresentanti delle cosiddette economie emergenti del Sud del mondo, tra cui l'indiano Narendra Modi e il turco Recep Tayyip Erdogan ma anche l'iraniano Masoud Pezeshkian e il bielorusso Alaxander Lukashenko. L'attesa principale però è tuta per il leader russo Vladimir Putin, a rapporto dal principale alleato su cui può contare che però, appunto, rimane su posizioni ambigue per non scontentare del tutto il "nemico" americano con cui, volente o nolente, ha in ballo interessi economici miliardari. Ambiguità nelle prese di posizioni, al di là delle dichiarazioni di facciata, ma anche pratiche, vedi al capitolo conflitto in Ucraina su cui la Cina non ha mai preso ufficialmente le parti di nessuno, invocando pace e dialogo e rispondendo picche a più riprese allo Zar che chiedeva un sostegno militare diretto.
La visita di Putin, di fatto, può essere letta anche come una chiamata a rapporto dal grande capo, dato che il rapporto di forza tra il Dragone e Mosca è chiaro. Ma considerati gli interessi sul campo dello Zar, accerchiato dall'Occidente e alle prese con una guerra che contava di chiedere nel giro di breve e che invece lo impegna da oltre tre anni, ecco l'intervista rilasciata ai media cinesi in cui elogia il potente alleato e ribadisce le proprie posizioni. L'auspicio di Putin è quello di "un ordine mondiale multipolare" in contrapposizione con le nazioni occidentali e i loro alleati sulla base di una "maggioranza Globale" che possa unificare tutti gli Stati del Sud del mondo in contrapposizione con il nemico comune, l'Occidente guidato dagli Stati Uniti. "Le relazioni economiche tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello senza precedenti - dice lo Zar - Nel 2027, prevediamo di lanciare un'altra importante rotta del gas, la cosiddetta rotta dell'Estremo Oriente. Stiamo inoltre collaborando efficacemente a progetti di gas naturale liquefatto nella regione artica russa", elementi basilari per Mosca viste le sanzioni e l'economia di guerra cui è oramai costretta. "Siamo uniti nella nostra visione di costruire un ordine mondiale giusto e multipolare, con particolare attenzione alle nazioni della Maggioranza Globale", aggiunge Putin.
Il leader russo non perde l'occasione per lanciare stoccate all'Occidente cattivo. "In Europa, Germania inclusa, si stanno compiendo passi verso la rimilitarizzazione del continente, con scarsa attenzione ai parallelismi storici", dimenticando, ovviamente, chi ha iniziato una guerra di invasione nel cuore dell'Europa ormai tre anni e mezzo fa. Ed è proprio su questo punto che lo Zar cercherà una sponda sicura in Pechino.
Ma gli interessi in campo per il Dragone sono ben più ampi e importanti di quelli russi per cui l'appiglio sarà, ancora una volta, ambiguo più che solido. In piena conferma della natura del vertice. E dei suoi partecipanti. Tutti appesi al garnde capo cinese.