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Le cinque parole della Meloni che la sinistra non può capire

Repubblica fa le pulci alla Meloni sulle parole "tradimento", "morti", "patrioti", "nazione" e "responsabilità". Ma non ne azzecca una

Le cinque parole della Meloni che la sinistra non può capire

Aveva ragione Nanni Moretti: le parole sono importanti. Soprattutto per un politico. E così Repubblica si è presa la briga di analizzare quelle che Giorgia Meloni, presidente del Consiglio in pectore, utilizza di più. Sono cinque: tradimento, morti, patrioti, nazione, responsabilità.

Partiamo dalla prima: tradimento. Scrive Rep: "'Non tradiremo gli italiani', ha detto. Perché usare questo sostantivo il cui significato è 'consegnare oltre'? Forse c'è il ricordo di quel tradimento della Patria l'8 settembre 1943, quando dopo l'arresto di Mussolini il maresciallo Badoglio trattò la resa con gli angloamericani? Tradimento nel lessico di Giorgia Meloni è il venir meno della parola data, al giuramento, indica qualcosa che appare una vergogna, un disonore".

In realtà nella parola tradimento c'è molto di più. C'è una storia che affonda nel Medioevo (e questa cosa a Repubblica non piacerà). Uno dei pilastri della cavalleria, infatti, era quello di mantenere la parola data, a qualsiasi costo. La letteratura europea, da Chrétien de Troyes in poi, è piena di passaggi bellissimi su questo tema. Il tradimento, allora, provocava vergogna e disonore. E lo ha fatto per lungo tempo, ben prima del fascismo. Se oggi la Meloni punta tanto, se non tutto, sulla parola "tradimento" è per rimarcare un atteggiamento opposto al percorso del partito, costruito sul rispetto della parola data. Ma non solo: la Meloni lo fa anche per rimarcare che, durante gli ultimi tre governi, Fratelli d'Italia non ha mai tradito il mandato elettorale a differenza di altri partiti.

Ci sono poi i morti nel lessico della Meloni. Chiosa Repubblica: "Nel lessico neofascista i 'camerati morti' sono una assenza sempre presente. Non so se Giorgia Meloni pensava a loro, di certo nel Fascismo di Salò, modello ideale della vecchia guardia del Movimento sociale italiano, c'è il gravame della morte, della 'bella morte'. La lingua ci parla". La realtà, come spesso accade, è molto più semplice. Quando parla di morti la Meloni ricorda amici e militanti persi in 30 anni di politica. Come nell'ultimo anno, che ha visto la dipartita di diversi storici militanti e di un ragazzo di Gioventù nazionale, Giuseppe D'Attolico, ricordato anche durante la conferenza programmatica del partito. Del resto G.K. Chesterton scriveva: "La tradizione può essere definita come una estensione del diritto politico. Tradizione significa dare il voto alla più oscura di tutte le classi, quella dei nostri avi. [...] I democratici respingono l’idea che uno debba essere squalificato per il caso fortuito della sua nascita; la tradizione rifiuta l’idea della squalifica per il fatto accidentale della morte. La democrazia ci insegna di non trascurare l’opinione di un saggio, anche se è il nostro servitore, la tradizione ci chiede di non trascurare l’opinione di un saggio, anche se è nostro padre. Io non posso, comunque, separare, le due idee di tradizione e di democrazia: mi sembra evidente che sono una medesima idea. Avremo i morti nei nostri consigli. I Greci antichi votavano con le pietre, essi voteranno con le pietre tombali. Ciò è perfettamente regolare e ufficiale: la maggior parte delle pietre tombali, come delle schede elettorali, sono segnate da una croce".

Patriota. Al posto di questo termine, Repubblica propone di usare "cittadino". È più pulito e aperto. Ma patriota ha qualcosa di più, che a sinistra è difficile comprendere: è chi ha a cuore il destino della terra in cui vive. Che si fa carico di fatiche e avversità per un bene più grande. Per questo il patriota è spesso disposto a combattere per la propria terra. Anche in questo caso, ci viene in aiuto G.K. Chesterton che scrive: "Il vero soldato non combatte perché odia ciò che ha di fronte, ma perché ama ciò che ha alle spalle".

Il richiamo alla responsabilità serve ora alla Meloni per rimarcare l’irresponsabilità di chi, durante la campagna elettorale, ha avuto un atteggiamento irresponsabile, divisivo e demonizzante mentre la parola nazione, come nella dicotomia patriota/cittadino, indica qualcosa di più di Paese ed è attorno ad essa che si basano le priorità politiche e ideologiche di Fratelli d'Italia: difesa della Nazione, dei confini, della sua identità, della sua cultura ecc...

Tutte cose incomprensibili per la sinistra. Lontana sempre più, e questa volta il termine è più che mai corretto, dal Paese reale.

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