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Il Codice degli Appalti sarà "garantista"

Mazzetti (Fi): "Imprese non più escluse per un avviso di garanzia"

Il Codice degli Appalti sarà "garantista"

«Abbiamo ottenuto che il nuovo Codice degli Appalti sia il più possibile garantista: un cambiamento culturale, storico che dà fiducia alle imprese». Così Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e titolare per il partito dei principali dossier del settore edilizia, ha commentato i pareri espressi dalla commissione Ambiente della Camera sul nuovo Codice degli Appalti. In particolare, i deputati hanno chiesto al governo, che dovrà prevedere all'emanazione del dlgs, di «perimetrare le fattispecie» di esclusione di un operatore economico e prevedere che scatti almeno a partire da una sentenza di primo grado. Il senso della richiesta all'esecutivo è semplice. «Un avviso di garanzia - spiega Mazzetti - non può bloccare un'impresa e se è condannata una persona fisica, non deve rimetterci tutta la società» e i suoi lavoratori.

Un altro aspetto sul quale si è focalizzata Forza Italia è stata la revisione dei prezzi legata all'impennata dell'inflazione che ha riguardato non solo l'energia ma soprattutto i materiali da costruzione. La commissione Ambiente ha chiesto di fissare la soglia oltre la quale scatta la revisione dei prezzi al 2% per cento dell'importo complessivo del contratto nonché di fissare al 90% per cento la misura della variazione dei prezzi che viene riconosciuta all'impresa. «Per noi è fondamentale che le imprese non lavorino in perdita: il 90% sarebbe la soglia ottimale per l'adeguamento», sottolinea la deputata rimarcando l'importanza di «un controllo ogni 6 mesi sulla base degli indici Istat» sulla base di quanto già previsto dal decreto Aiuti. Analoga attenzione su questo tema è stata posta sul tema dei servizi e delle forniture. «Abbiamo chiesto che queste voci vengano distinte di modo che anche queste aziende abbiano il giusto ristoro», rileva Mazzetti puntualizzando che «non si può trattare un ponte da 2 milioni di euro come un buono pasto» del valore di una decina di euro.

Il problema principale, al momento, è di natura politica e riguarda l'entrata in vigore del nuovo Codice. Il decreto legislativo andrà emanato il 31 marzo e dal primo luglio dovrà entrare in vigore perché riforma abilitante inserita nel Pnrr e da cui dipende l'erogazione delle prossime tranche.

Ma, precisa Mazzetti, «si tratta di un codice digitale: non è facile adeguare le piattaforme ed entrare nel nuovo meccanismo della progettazione». Il ministro degli Affari Ue Fitto sta trattando con Bruxelles un mini-rinvio al primo gennaio 2024 per evitare che il settore dei pubblici vada in tilt come con la riforma del 2016.

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