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Il Codice degli Appalti sarà "garantista"

Mazzetti (Fi): "Imprese non più escluse per un avviso di garanzia"

"Il nuovo Codice degli appalti sarà legge entro il 30 giugno"

«Abbiamo ottenuto che il nuovo Codice degli Appalti sia il più possibile garantista: un cambiamento culturale, storico che dà fiducia alle imprese». Così Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e titolare per il partito dei principali dossier del settore edilizia, ha commentato i pareri espressi dalla commissione Ambiente della Camera sul nuovo Codice degli Appalti. In particolare, i deputati hanno chiesto al governo, che dovrà prevedere all'emanazione del dlgs, di «perimetrare le fattispecie» di esclusione di un operatore economico e prevedere che scatti almeno a partire da una sentenza di primo grado. Il senso della richiesta all'esecutivo è semplice. «Un avviso di garanzia - spiega Mazzetti - non può bloccare un'impresa e se è condannata una persona fisica, non deve rimetterci tutta la società» e i suoi lavoratori.

Un altro aspetto sul quale si è focalizzata Forza Italia è stata la revisione dei prezzi legata all'impennata dell'inflazione che ha riguardato non solo l'energia ma soprattutto i materiali da costruzione. La commissione Ambiente ha chiesto di fissare la soglia oltre la quale scatta la revisione dei prezzi al 2% per cento dell'importo complessivo del contratto nonché di fissare al 90% per cento la misura della variazione dei prezzi che viene riconosciuta all'impresa. «Per noi è fondamentale che le imprese non lavorino in perdita: il 90% sarebbe la soglia ottimale per l'adeguamento», sottolinea la deputata rimarcando l'importanza di «un controllo ogni 6 mesi sulla base degli indici Istat» sulla base di quanto già previsto dal decreto Aiuti. Analoga attenzione su questo tema è stata posta sul tema dei servizi e delle forniture. «Abbiamo chiesto che queste voci vengano distinte di modo che anche queste aziende abbiano il giusto ristoro», rileva Mazzetti puntualizzando che «non si può trattare un ponte da 2 milioni di euro come un buono pasto» del valore di una decina di euro.

Il problema principale, al momento, è di natura politica e riguarda l'entrata in vigore del nuovo Codice. Il decreto legislativo andrà emanato il 31 marzo e dal primo luglio dovrà entrare in vigore perché riforma abilitante inserita nel Pnrr e da cui dipende l'erogazione delle prossime tranche. Ma, precisa Mazzetti, «si tratta di un codice digitale: non è facile adeguare le piattaforme ed entrare nel nuovo meccanismo della progettazione». Il ministro degli Affari Ue Fitto sta trattando con Bruxelles un mini-rinvio al primo gennaio 2024 per evitare che il settore dei pubblici vada in tilt come con la riforma del 2016.

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