Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 19:38
Governo

Codice Salvini: calano morti e feriti

Nei primi sei mesi i dati rilevati sulla strada danno ragione alla riforma del ministro

La sinistra usa il caos voli per aggredire Salvini

Sei mesi dopo la sua entrata in vigore, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rivendica i risultati del nuovo codice della strada, quello "fortemente voluto dal vice premier Matteo Salvini", viene sottolineato in una nota. Parliamo della legge che a dicembre aveva innescato una scia di polemiche e proteste soprattutto per la parte relativa ai controlli sulle droghe, con accuse di voler sospendere la patente anche a chi, si diceva, pur lucido alla guida, potesse aver fumato uno spinello fino a una settimana prima del prelievo. Cosa che non è capitata, almeno finora, anche, come vedremo, grazie alle linee guida ministeriali che hanno chiarito come vanno fatti i controlli.

I dati snocciolati dal ministero, evidenziano che in sei mesi, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, c'è stato un calo dell'8,7% di decessi: 55 in meno, da 634 a 579 dell'anno scorso. E del 5,6% di persone ferite, cioè 1.115 in meno, essendo passate da 20.075 a 18.960. E in generale, la riduzione degli incidenti è stata del 4%, cioè 1.423 in meno, essendo passati da 35.209 a 33.786. I dati "confermano inequivocabilmente l'efficacia delle misure volute dal ministro Salvini - rivendicano i senatori della Lega in commissione Trasporti - Numeri che parlano chiaro e dimostrano come le nuove norme stiano salvando vite umane sulle nostre strade". Quanto ai controlli su alcol e droghe, ci sono state oltre 417mila verifiche con etilometri o precursori con una positività solo dell'1,83% per l'alcol e dello 0,25% per le droghe, "a riprova di come anche le campagne di educazione stradale e prevenzione stiano funzionando. Insomma, è ben chiaro che da un lato ci siano solo le chiacchiere inutili e dall'altro invece ci siano fatti e risultati concreti", continuano gli esponenti del Carroccio.

Di fronte alle polemiche che erano divampate, per la possibile sospensione della patente a seguito di rilevazione di sostanze anche a distanza di giorni dall'assunzione, ma anche per i casi di chi utilizza cannabis a fini terapeutici, il Mit con il ministero della Salute era corso ai ripari e aveva prodotto delle linee guida per i controlli, diramate a tutte le prefetture. Viene raccomandato infatti agli agenti che "è importante indicare" nel verbale di accertamento "i farmaci eventualmente dichiarati dal soggetto o riportati nella certificazione medica eventualmente esibita ed acquisita dagli organi accertatori attestante una terapia farmacologica". Perché questo "potrà essere utile per consentire una più completa valutazione e interpretazione dei risultati degli accertamenti tossicologici di secondo livello".

Quanto a come eseguire gli accertamenti tossicologici, nelle linee guida era stato escluso l'esame delle urine, indicando il solo prelievo salivare. E soprattutto, era stato chiarito per accusare qualcuno occorre accertare che la sostanza assunta "produca ancora i suoi effetti nell'organismo durante la guida". Il vademecum aveva infatti precisato che per arrivare alla sospensione della patente deve esserci "uno stretto collegamento tra l'assunzione della sostanza e la guida del veicolo". In pratica per essere punibile la condotta deve essere accertato uno stato di alterazione dovuto alla "perdurante influenza della sostanza stupefacente o psicotropa, in grado di esercitare effetti negativi sull'abilità alla guida". Cioè non basta la semplice positività ma bisogna dimostrare che questa è avvenuta "in un periodo prossimo" alla guida dell'auto.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.