Colle, il centrodestra verso il "no" al "conclave"

Lega, Fi e FdI non raccolgono l'invito di Letta. Oggi terzo scrutinio e terza fumata nera

Colle, il centrodestra verso il "no" al "conclave"

Al via la terza giornata di votazioni, con un altro scrutinio destinato a concludersi con una fumata nera. E con il "conclave" auspicato ieri da Enrico Letta che non sembra decollare. Nella riunione di questa mattina a Montecitorio, infatti, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Maurizio Lupi avrebbero deciso di prendere tempo. Che a meno di ventiquattro ore dal quarto scrutinio non è certo un dettaglio.

Archiviato il quorum di due terzi, infatti, da domani la partita entrerà nel vivo, perché dalla quarta votazione sono sufficienti 505 preferenze per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Non che ci sia uno degli schieramenti che può vantare da solo un simile pacchetto di parlamentari, ma con l’asticella che si abbassa il centrodestra potrebbe provare il blitz, nella speranza che un pezzo del M5s o Italia viva possa convergere su un nome considerato potabile. Che, al momento, sembra essere quello della presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Così fosse, a prescindere dall’esito del voto, si sancirebbe comunque l’inizio delle ostilità. E difficilmente sarebbe possibile rimettersi a un tavolo nel tentativo di trovare un candidato condiviso. Di fatto, significherebbe che la strada del Colle è definitivamente preclusa per Mario Draghi. Mentre salirebbero le quotazioni di Pier Ferdinando Casini che, se messo in campo dal centrosinistra, potrebbe raccogliere molti voti trasversali nel centrodestra. Sullo sfondo, ovviamente, resta lo scenario del Mattarella bis, perché nel caso l’impasse si prolunghi l’idea di congelare lo status quo garantirebbe la legislatura e pure un governo che oggi appare indebolito come mai lo era stato prima.

Il centrodestra, intanto, ha deciso di non contarsi sul nome di Carlo Nordio (uno dei tre della “rosa” insieme a Letizia Moratti e Marcello Pera), forse per evitare il rischio di perdere qualche preferenza per strada e ritrovarsi indebolito. L’obiettivo, invece, sembra quello di tenere il più possibile le carte coperte. E, forse, è anche per questo che Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sembrano intenzionati a non raccogliere l’invito di Letta a riunirsi in “conclave” per trovare una soluzione condivisa. “Per quanto riguarda il vertice dei leader chiesto da Pd, M5s e Leu – fanno infatti sapere dagli entourage di Salvini e Tajani – è tutto fermo”.

Sul nome di Draghi – che continua ad aleggiare – il centrodestra conferma invece anche oggi la sua netta contrarietà. “Qualora dovesse lasciare il governo – ha detto questa mattina Salvini – si dovrebbero cercare un nuovo premier, nuovi ministri e nuove maggioranze”. Il che significherebbe “lasciare l’Italia al buio per settimane con la crisi sanitaria, la crisi economica, la crisi energetica e la crisi dell’Ucraina”.

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