"Non è colpa mia se amo la bellezza" diceva Valentino e questa frase in qualche modo riecheggia nella basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri dove ieri si sono svolti i solenni funerali del grande couturier.
Il primo a parlare è stato il parroco, don Pietro Guerini che ha esordito con la seconda parola più usata durante la cerimonia: grazie. "Ringraziamo il maestro per il tesoro di bellezza che ha lasciato tanto ai singoli quanto all'umanità intera" dice aggiungendo che adesso Valentino incontra il divulgatore sommo di ogni bellezza. "Possiamo solo immaginare la meraviglia dell'incontro con la bellezza di Dio che suscita amore, genera amicizia, riscatta la morte, produce sogni ed è antidoto alle storture della violenza" prosegue concludendo con un sentito grazie al grande couturier per aver duramente lavorato al servizio della bellezza. Al termine della messa interviene Giancarlo Giammetti, storico compagno, socio e braccio destro dell'ultimo imperatore. "Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato la bellezza, attraverso lui ho scoperto cosa voleva dire ed era una bellezza che ci ha seguito tutta la vita. Ci siamo conosciuti che eravamo ragazzini, abbiamo sognato le stesse cose, siamo riusciti a realizzarne molte. Sarai sempre vicino a me nel cammino che farò per non farti dimenticare mai attraverso la nostra fondazione che dovrà ricordare chi sei e chi sei stato". L'ultimo intervento è il più toccante.
"Non avevo davvero programmato di parlare oggi, non ero convinto di riuscirci e non sono ancora del tutto sicuro di farcela per cui vi chiedo di avere pazienza con me" dice in inglese Bruce Hoecksema, compagno di Valentino da 43 anni e destinatario delle sue ultime parole: "Ti amo". La voce rotta dalle lacrime si abbassa ulteriormente quando lui si rivolge direttamente all'amore della sua vita. "Tu eri la persona con cui parlavo non quella di cui parlavo. Eri accanto a me quando le parole non erano necessarie. La vita non è sempre stata perfetta ma era vera. Un giorno alla volta, per più di 40 anni che una volta legati sono diventati straordinari perché li stavamo vivendo insieme. È questo ciò che mi mancherà maggiormente di te.
So quante persone ti hanno amato e ne sono grato. Ma ciò che abbiamo condiviso era solo nostro e lo custodirò con cura per il resto della mia vita. Oggi non dico addio, dico grazie per avermi scelto, per aver camminato con me e per avermi cambiato per sempre".DaFe