"Informazione meno democratica". Bufera sulle parole di Monti

Il senatore Monti auspica una comunicazione meno democratica gestita dal governo ma Giorgia Meloni non ci sta e difende la libertà

"Informazione meno democratica". Bufera sulle parole di Monti

Le parole pronunciate da Mario Monti nel corso della puntata di sabato di In onda non potevano passare inosservate. Ospite di David Parenzo e di Concita De Gregorio, l'ex presidente del Consiglio ha fatto una forte reprimenda contro gli organi di informazione che si sono occupati della pandemia nel corso degli ultimi 20 mesi, arrivando perfino a chiedere misure meno democratiche. Ma le parole hanno un peso specifico, soprattutto un in momento storico così importante, e al senatore Mario Monti ha risposto Giorgia Meloni, criticando duramente il registro linguistico adottato dal professore.

"Di colpo abbiamo visto che il modo in cui è organizzato il mondo è desueto. [...] Abbiamo iniziato a usare il termine guerra ma non abbiamo usato una politica di comunicazione adatta alla guerra. Bisognerà, andando avanti con questa pandemia e futuri disastri globali della salute, trovare un sistema che concili la libertà di espressione ma che dosi dall'alto l'informazione", ha detto Mario Monti, per poi aggiungere: "Comunicazione di guerra significa che ci deve essere un dosaggio dell'informazione. Che nel caso di guerre tradizionali è odioso, perché vuole far virare la coscienza e la consapevolezza della gente. Ma nel caso della pandemia, quando la guerra non è contro un altro Stato, io credo che bisogna trovare delle modalità meno democratiche secondo per secondo. Abbiamo accettato limitazioni molto forti alla nostra libertà di movimento, bene che siano venute. In una situazione di guerra, quando l'interesse di ciascuno coincide con l'interesse pubblico, pena il disastro, si accettano delle limitazioni alla libertà". Alla domanda di Concita De Gregorio su chi dovrebbe gestire questo incarico, visto che l'Italia è memore del ministero della Propaganda, Mario Monti ha risposto senza esitazioni: "Il governo ispirato, nutrito, istruito dalle autorità sanitarie".

Inevitabile che queste dichiarazioni scatenassero forti reazioni, come quella di Giorgia Meloni: "Avvertite Monti che siamo uno Stato democratico e non un regime. Limitare informazione e pluralismo acuirebbe tensioni sociali, privando ulteriormente gli italiani della loro libertà". Il eader di Fratelli d'Italia, quindi, si pone una domanda attuale nel contesto sociale e politico attuale: "Cosa sarebbe successo se una simile dichiarazione fosse stata fatta da un esponente di destra?". Già, cosa sarebbe succeso? Non è difficile da immaginare: si sarebbe gridato al fascismo e alla censura di chi si fosse permesso di parlare in questo modo.

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