Concorsi, via carta e penna: adesso cambia tutto

La svolta annunciata dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ha garantito che tutto sarà digitale e in 100 giorni "per consentire di fare 2-3 concorsi l'anno"

Concorsi, via carta e penna: adesso cambia tutto

Si prospetta una vera e propria rivoluzione nel mondo dei concorsi della Pubblica amministrazione in Italia. Sia per quanto riguarda la modalità con cui saranno svolti che per i tempi. Ad annunciare la svolta è il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che ospite del programma condotto da Maria Latella "Caffè della domenica" su Radio24 ha spiegato: "I concorsi sono stati sempre troppo lunghi in Italia, con una durata media di 4 o 5 anni. Ora faremo concorsi semplificati, con una prova scritta ed eventuale prova orale. Mai più carta e penna. È già legge: tutto sarà in digitale entro 100 giorni".

Brunetta si è detto sicuro che così passeremo"dall'Ottocento alla modernità per consentire a qualsiasi amministrazione di fare anche 2-3 concorsi l'anno in ragione delle sue esigenze, con un numero accettabile di partecipanti, con posti messi a concorso e funzioni certe". Lo stesso ministro ha sottolineato come sia necessario mettere al centro "il merito, la formazione, la qualità e la volontà di apprendere. Non sempre è stato così". "Molti giovani- ha aggiunto- hanno fatto i concorsisti di mestiere. Ci provavano con tutti concorsi, provavano a imparare a memoria i quiz perché questi erano stati la base per selezionare centinaia di migliaia di giovani che partecipavano ai concorsi. Un errore tirava l'altro ma io ho voluto cambiare tutto questo", ha spiegato Brunetta. Quest’ultimo ha promesso che da ora ci saranno "posti messi a concorso certi per funzioni certe, non più 'piatto ricco mi ci ficco’ nel senso che mi butto, che ci sono 3.000, 10mila posti messo a concorso. Non ha più senso tutto questo: questo è già cambiato, è già legge".

Ora che la conoscenza dell'inglese è indispensabile per gli impiegati pubblici, il ministro ha spiegato che servirà una selezione ancora più severa dei futuri assunti, con logiche di mercato. Saranno, invece, messe da parte le domande logico-matematiche nelle prove "perché non servono a niente".

Probabilmente saranno valutati i titoli e le esperienze del candidato. E questi meccanismi dovranno valere anche per le persone già inserite nella Pubblica amministrazione che ambiscono a crescere: "Nella mia precedente esperienza di governo, avevo posto una condizione. Il dirigente che voleva passare dalla seconda alla prima fascia era tenuto a fare prima un'esperienza di 6 mesi in un'istituzione internazionale come l'Ue, la Banca Mondiale, il Fondo monetario internazionale. Tutto questo è diventato legge, ma non è mai stato applicato". "Quando ero all'Ocse- ha proseguito- mi rendevo conto che i giapponesi utilizzavano quell'esperienza come formazione".

Riguardo ai 1863 tirocinanti campani che confidano di entrare nella Pubblica amministrazione, Brunetta è stato chiaro: "Non c'è l'ho con questi giovani, ce l'ho con la cattiva classe politica e sindacale perché dà dei cattivi messaggi e crea delle vittime". Perché, è il ragionamento dell’esponente di Forza Italia, "un giovane che ha paura di un concorso è già perdente. Si minacciano addirittura manifestazioni, questi giovani hanno paura di confrontarsi e sono delle vittime".

Il ministro ha spiegato che "da qualche parte però bisogna pur cominciare anche perché per la maggior parte sono bravi, vogliono trasparenza e merito e non vogliono essere ricattati da nessuno, io voglio questo e questo si realizzerà". Brunetta ha infine anche garantito che quando ci saranno "200mila concorsi veloci all'anno e digitalizzati, non su quiz matematici a memoria, ma sull'acquisizione dei titoli, tutto ciò porterà a un miglioramento".

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