Confronto tra i leader (con vista sul Colle). Così Atreju diventa la terza Camera dello Stato

Tutti i big di partito alla kermesse Fdi. E domani interviene Berlusconi

Confronto tra i leader (con vista sul Colle). Così Atreju diventa la terza Camera dello Stato

È l'ultima grande occasione pubblica di confronto prima dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Un evento, quello della Festa di Atreju, che prende il via oggi a Piazza Risorgimento a Roma, in cui si ritroveranno a dialogare tutti i leader della maggioranza e dell'opposizione e dove gli occhi saranno puntati sui messaggi che verranno inviati apertis verbis o nascosti nella filigrana di un discorso sul nome da indicare ai Grandi Elettori a inizio febbraio.

Finora ci si è mossi sul filo sottile della pretattica, pattinando leggeri sui luoghi comuni e sulle frasi fatte, sulla gerarchia delle priorità («Non è il momento di parlare di Quirinale», «Dobbiamo parlare della manovra»), ma è chiaro che nelle segrete stanze della politica la trattativa è partita, anche se si fa fatica a individuarne le basi soprattutto alla luce dell'incognita Draghi, non ancora del tutto chiarita.

Il piccolo paradosso è che in questa fase l'unico luogo dove la politica si confronta in maniera bipartisan è la tradizionale festa dell'unico partito di opposizione, da tempo - quella che inizia oggi è la 23esima edizione - la più grande manifestazione della destra italiana. La kermesse è in programma fino al 12 dicembre e si svolge in una location speciale: un villaggio natalizio con una grande pista di pattinaggio su ghiaccio montata al suo interno. «Il Natale dei Conservatori» è il titolo di questa edizione. Al centro della manifestazione il dibattito sul presente e il futuro del conservatorismo in Italia e in Europa, la difesa dell'identità e la centralità della famiglia, la valorizzazione delle radici cristiane del Vecchio Continente e l'impegno per una riforma dell'Unione europea in senso confederale e basata sui principi di sovranità e sussidiarietà.

Il parterre è di quelli importanti. A Piazza Risorgimento saranno presenti tutti i leader. Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Enrico Letta, Matteo Renzi, oltre agli alleati Silvio Berlusconi (che interverrà domani) e Matteo Salvini. Ma saranno importanti gli incroci, ovvero i confronti nello stesso panel tra esponenti di forze politiche diverse. Oggi, ad esempio, si ritroveranno a discutere il titolare dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani e il capogruppo di Fdi, Francesco Lollobrigida che si confronteranno sul tema del lavoro. Così come indicazioni anche in ottica quirinalizia sono attese dal dibattito sul presidenzialismo che vedrà sullo stesso palco Matteo Renzi, Marcello Pera, Luciano Violante, Ignazio La Russa e Sabino Cassese. Il «recupero» natalizio della festa sarà un unicum, visto che dopo la chiusura del 12 dicembre con l'intervento di Giorgia Meloni (nel tondo) da settembre si tornerà al format e alla data tradizionale. «Non volevamo rinunciare a una delle cose a cui siamo più affezionati e abbiamo deciso di fare un'edizione natalizia, una specie di mercato di Natale».

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