La confusione sui supermercati scatena la psicosi: tutti in coda

Regioni in ordine sparso: si ventila l'ipotesi di ridurre gli orari. Palazzo Chigi frena: aperti nei weekend

Un filo conduttore non c'è: qualcuno, come il governatore del Veneto Luca Zaia, ha disposto la chiusura dei supermercati nel fine settimana, altri come la Regione Lazio, hanno stabilito gli orari di apertura serale e della domenica. E ci si mette anche il governo, che confondendo le idee fa trapelare «che supermercati, ipermercati e negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana», smentendo precedenti voci contrastanti e anticipando di fatto quello che sarà probabilmente il contenuto del prossimo imminente decreto della presidenza dal Consiglio. Insomma, è il caos che dimostra che l'Italia è allo sbando nella lotta contro il Coronavirus. Non c'è, di fatto, un capitano alla guida che imponga linee uguali per tutto lo Stivale. E le polemiche non si risparmiano. A partire da quelle dell'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, che rimarca: «Abbiamo bisogno di ridurre le attività commerciali il più possibile, tranne gli alimentari che io lascerei aperti sempre. Ho sentito che qualcuno li ha ridotti come orari, con la chiusura alle 18. Per noi è un grave errore. Se noi creiamo il panico nella gente che pensa di non trovare più da mangiare, questa si accalcherà». In effetti, è ciò che è accaduto ieri, con cittadini che si sono messi in fila di fronte ai supermercati temendo di non riuscire più a fare la spesa. Le restrizioni generano psicosi e in una situazione senza una guida certa si rischia il delirio, con gente ammassata che aumenterebbe ancor di più il rischio di diffondere il virus.

Gallera ha sottolineato anche che ieri, «durante il giorno, ci sono state code molto lunghe, perché si rispettano le regole del distanziamento». Ieri mattina a Milano già alle 7 vi erano file che si articolavano su quattro lati dei supermercati. La vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, chiarisce: «Lo diciamo da giorni: servono misure più rigide. Ha ragione il presidente Berlusconi, soprattutto in Lombardia c'è bisogno di misure ancora più drastiche. Il governo ascolti l'appello di Fontana e Gallera che sono sul campo e denunciano le difficoltà di debellare questa epidemia perché c'è troppa gente ancora in giro».

Il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, dice invece che «sui supermercati bisogna avere più attenzione sulla gestione, magari lasciare ai sindaci la decisione di come gestire».

La notizia della possibile riduzione degli orari dei supermercati è stata criticata anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Le cose si fanno e poi si dicono - ha spiegato -. Il rischio di annunci e semi annunci preventivi è veramente grande». Sulla necessità di chiarezza interviene anche il presidente dell'Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona: «Basta con gli allarmi infondati. Bisogna finirla di fare conferenze stampa e preannunci in televisione prima che i provvedimenti siano pubblicati in Gazzetta ed entrati in vigore». Intanto, ieri Esselunga ha deciso di razionalizzare gli orari di apertura dei suoi punti vendita per «garantire ulteriore sicurezza alla clientela e ai suoi collaboratori e contribuire a ridurre il flusso delle persone fuori casa».

E se ci fossero dubbi sull'eventualità che si possa risolvere tutto ordinando la spesa online, c'è da rassegnarsi. Sui siti di prenotazione via internet non conviene neanche provare. Ordinare oggi un chilo di farina o un cesto di banane significa vederli arrivare il mese prossimo.

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