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Ma il consenso non ci porti verso la Sharia

Il caso di Gorton and Denton, la circoscrizione di Manchester in cui la popolazione musulmana di origine asiatica è stata determinante nella storica vittoria elettorale dei Verdi, è una lezione interessante, perché è una finestra su un futuro possibile anche in Italia

Ma il consenso non ci porti verso la Sharia

Non c'è bisogno di essere stati un impero coloniale come la Gran Bretagna perché la vita politica e le elezioni vengano influenzate e spesso decise dalle comunità di stranieri. Non è necessario essere l'ombelico del mondo come New York perché nella scelta del sindaco il Corano conti più delle aliquote fiscali. Nel nuovo Occidente globalizzato, multiculturale e interconnesso, è semplicemente l'ordine naturale delle cose e illudersi di poterlo impedire con remigrazioni antistoriche o crociate è l'errore peggiore che si possa commettere. Il caso di Gorton and Denton, la circoscrizione di Manchester in cui la popolazione musulmana di origine asiatica è stata determinante nella storica vittoria elettorale dei Verdi, è una lezione interessante, perché è una finestra su un futuro possibile anche in Italia. Facendo le debite proporzioni - l'immigrazione nel Regno Unito (non solo dalle ex colonie) non è paragonabile a quella del nostro Paese, che solo nel 1973 ha invertito il tradizionale saldo negativo di nazione di emigranti - e al netto del fatto che l'uninominale secco qui non c'è, uno scenario simile è comunque più che plausibile. Perché l'immigrazione, se viene gestita male senza una reale (e costosa) integrazione di lingua, cultura e leggi, crea ghetti e comunità talmente chiuse da diventare "pacchetti" di voti appetibili. Come accaduto con i Verdi inglesi, che hanno fatto campagna elettorale in urdu; e come sta iniziando a succedere in Italia, con sempre più esponenti dei partiti di opposizione che intessono rapporti con le comunità islamiche, facendosi portatori delle loro istanze per raccogliere i frutti elettorali. Una dinamica preoccupante ma del tutto democratica, dato che ogni partito si costruisce una base intercettando i gruppi sociali, demografici, ideologici o religiosi più affini.

Una dinamica legittima fintantoché nella rincorsa ai voti stranieri la contropartita non diventa l'introduzione di pezzi di sharia nell'ordinamento, come i nascenti movimenti islamici italiani da Monfalcone a Roma stanno chiedendo con sempre maggior forza. Da Gorton and Denton a Islamabad il passo non è breve, ma il rischio c'è.

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