Contagi a 3.558: mai così alti dal 28 maggio. Record nel Lazio, D'Amato: "Effetto Europei"

Feste europee, l'assessore accusa il n°1 Figc. Che replica: "Battuta infelice"

Contagi a 3.558: mai così alti dal 28 maggio. Record nel Lazio, D'Amato: "Effetto Europei"

È ufficialmente incominciata anche in Italia la quarta ondata del Covid. I numeri sono ancora piuttosto bassi, ma la curva ha preso una direzione molto chiara, che guarda verso l'alto. Almeno per quanto riguarda il numero dei contagi. Ieri si sono verificati 3.558 nuovi casi, il dato più alto dal 28 maggio, quando erano stati 3.738. E se il tasso di positività scende rispetto al giorno precedente all'1,63 per cento a causa dell'aumento dei tamponi (218.705), il dato mobile che segnala l'incidenza settimanale dei contagi supera il 30 per cento come non accadeva dal 4 giugno e si attesta a 32,50 contagi ogni 100mila abitanti. Fino a qualche tempo fa oltre i 50 si entrava in fascia gialla e questo «confine» è superato al momento da quattro regioni: la Sardegna con 65,15, la Sicilia con 55,67, il Veneto con 54,21 e il Lazio con 53,69. Lazio che ieri ha registrato il record di casi (681) che ha scatenato una polemica tra l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato («Stiamo pagando i festeggiamenti per gli Europei, è l'effetto Gravina») e lo stesso Gabriele Gravina, presidente della Figc («Mi auguro sia solo una battuta infelice»).

Per fortuna restano piuttosto vuoti i reparti ospedalieri che potrebbero diventare centrali per il cambiamento delle regole dei colori delle regioni. Dei 49.310 contagi attuali (una settimana fa erano 40.649), soltanto 1.359 sono ricoverati (+9 rispetto al giorno precedente, +74 rispetto a sette giorni fa), e appena 165 in terapia intensiva (+3 rispetto al giorno precedente, +8 rispetto a una settimana fa). Il tasso di occupazione degli 8.421 posti in terapia intensiva disponibili da parte di pazienti Covid-19 è dell'1,69 per cento a livello nazionale, molto inferiore rispetto ai vari tetti ipotizzati come livello di allarme che farebbe piombare una regione in fascia gialla (10 o 15 per cento). Però alcune regioni sono messe peggio di altre: superano il 3 per cento la Sicilia (3,27) e la Toscana (3,36) mentre il Lazio è poco dietro (2,97).

Risale leggermente il numero dei morti, che arriva a 10 (il giorno prima erano 7, domenica addirittura 3), ma diminuisce il dato tendenziale: nell'ultima settimana (14-20 luglio) i decessi sono stati 76, contro i 104 dei sette giorni precedenti (7-13 luglio).

E veniamo alle vaccinazioni. Ieri si è toccata quota 62.361.399 dosi somministrate dall'inizio della campagna vaccinale, il 93,8 per cento delle 66.462.516 dosi totali ricevute dal nostro Paese. Hanno completato il ciclo vaccinale 27.778.635 persone, il 51,43 per cento della popolazione «over 12». Le regioni più efficienti sono la Lombardia (97,2 per cento di dosi utilizzate) e Marche (96,2), le peggiori Calabria (88,8) e Liguria (89,0). Ancora non vaccinati 411.256 over 80 (il 9,03 per cento), 1.674.229 over 70 (il 15,83 per cento) e 3.579.629 over 60 (il 19,72 per cento). Sono loro che bisogna scovare e convincere a immunizzarsi. Peril bene di tutti.