Conte-Di Maio, un tour da separati in casa

Si muovono sul territorio come alla guida di due forze diverse, anche da rivali

Conte-Di Maio, un tour da separati in casa

Giuseppe Conte e Luigi Di Maio si muovono ormai da separati in casa. Si allarga sempre di più la faglia tra il ministro degli Esteri e il capo politico dei Cinque stelle.

Per i due big si prospettano, in vista delle elezioni comunali del prossimo 12 giugno, tour elettorali da divorziati. Come due entità distinte. E in alcuni casi addirittura da «avversari». Ognuno nel «suo» campo per sostenere i candidati della propria fazione politica. Di Maio e Conte sono in pratica leader di due Movimenti in conflitto tra loro.

Ieri il ministro degli Esteri Di Maio ha fatto tappa a Nola, comune della provincia di Napoli, a pochi passi dalla «sua» Pomigliano D'Arco, per sostenere il candidato sindaco del Pd Carlo Buonauro. Al fianco del candidato Pd ci sarà la lista grillina (senza nome di Conte nel simbolo) tutta d'ispirazione diamiana. E così accade a Somma Vesuviana, altro Comune dell'hinterland napoletano dove i dimaiani corrono in appoggio di Salvatore Di Sarno, candidato deluchiano.

A pochi chilometri da Nola e Somma Vesuviana, c'è Portici. Qui si gioca un'altra partita tra Conte e Di Maio. L'ex premier grillino farà tappa a Portici il prossimo 5 giugno per sostenere la candidatura di Aldo Agnello, candidato della sinistra estrema. Al fianco di Agnello la lista grillina, che in questo caso è tutta d'ispirazione contiana. Non ci sarà il ministro degli Esteri, che nella sua recente visita a Portici si è fatto vedere accanto al sindaco uscente del Pd Enzo Cuomo, avversario dei Cinque stelle. Una sfida a viso aperto al suo leader. La faida grillina Conte-Di Maio ha travalicato i confini della lite interna. E si sta giocando lungo tutto la penisola.

Non c'è solo il dossier comunali a far litigare Conte e Di Maio. C'è un altro terreno su cui nelle ultime ore la tensione sale: le liste per le prossime elezioni politiche. Di Maio ha offerto una tregua a Conte. Ma non è una tregua a costo zero. In cambio il ministro degli Esteri - secondo alcune fonti grilline avrebbe chiesto al capo politico una delega per occuparsi delle liste, selezione dei nomi, in tutte le circoscrizioni del Mezzogiorno. La risposta dell'avvocato è stata una doccia gelata: «Per te il seggio c'è. Alle liste ci penso io». Discorso chiuso. Per Conte, dunque, la ricandidatura di Di Maio non è in discussione. Ma non c'è alcuna possibilità che sia l'ex capo politico a scegliere i candidati in Campania e nel Sud. Conte vuole così limitare il potere di Di Maio, isolandolo all'interno del Movimento.

Di Maio non resta fermo, non intende farsi schiacciare dall'avvocato di Volturara Appula. Si muove, stringe alleanze. Sta tessendo la tela con Chiara Appendino e Virginia Raggi. Il ministro vorrebbe organizzare una fronda anti-Conte per mettere l'ex premier spalle al muro. E costringerlo alla resa. L'operazione è iniziata.

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