La Corte europea promuove l'obbligo vaccinale. Fi: "Basta indugi, il vaccino è la soluzione"

I giudici: "Il virus rappresenta un rischio reale con danni irreparabili"

La Corte europea promuove l'obbligo vaccinale. Fi: "Basta indugi, il vaccino è la soluzione"

E ora, a rafforzare la convinzione dell'obbligo vaccinale, arriva anche la Corte europea dei diritti dell'uomo. I giudici hanno respinto la richiesta di sospensiva dell'obbligo vaccinale proposta da 672 pompieri francesi.

Il ricorso era stato fatto contro la legge del 5 agosto scorso. Nella sua decisione, la Corte di Strasburgo ha specificato che non è possibile sospendere la decisione dell'obbligo quando «i ricorrenti sono esposti a un rischio reale di danno irreparabile». Fine.

Il caso crea un precedente importante che costringe a soppesare bene le cose: se su un piatto della bilancia ci sono la rivendicazione dei propri diritti e della libertà personale, sull'altro piatto ci sono il pericolo pandemia e il rischio contagi (tutt'altro che scongiurato). E questo pesa molto di più. Ideologia vs realtà, diritto teorico vs allarme sanitario in corso.

«Il respingimento da parte della Corte europea dei diritti umani dovrebbe chiudere ogni discussione in merito anche in Italia - sostiene Licia Ronzulli, vicecapogruppo di Fi al Senato e responsabile per i Rapporti con gli alleati - Il vaccino è lo strumento più efficace per sconfiggere il Covid e la libertà di ciascuno di non vaccinarsi trova un limite nel diritto altrui a non essere contagiato. Un limite tanto più forte per alcune particolari categorie, come gli operatori sanitari o il personale scolastico, che per la natura stessa della propria attività professionale, assolvendo anche a funzioni di carattere sociale a contatto con altre persone, non possono rifiutare il vaccino». È con queste motivazioni che Forza Italia è compatta nel sostenere l'obbligatorietà dei vaccini. E, nonostante il no deciso degli alleati leghisti, la linea abbozzata dal governo sembra sempre più percorribile.

Dal primo settembre scatterà l'obbligo di green pass anche sui mezzi pubblici e il 6 settembre comincerà la discussione in parlamento per obbligare alla vaccinazione. Un obbligo che il governo considera come un'estrema ratio ma che si rivelerà necessario nel caso in cui l'affluenza agli hub vaccinali nelle prossime settimane non riprenda con un certo ritmo. Per raggiungere le percentuali annunciate dal generale Francesco Paolo Figliuolo, serve che i 50enni e i 40enni che finora non si sono voluti vaccinare prendano l'appuntamento per la somministrazione. Altrimenti occorrerà prendere decisioni che, sebbene impopolari, permetteranno di mantenere sotto controllo la situazione. Anche perchè nelle prossime settimane è attesa una crescita dei contagi, dovuta al rientro dalle vacanze, e già dal lunedì regioni come la Sicilia si preparano a diventare zona gialla.

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