Nino Spirlì asfalta il politicamente corretto: "Dico negro e frocio finché vivo"

​Il vicepresidente leghista della Calabria contro il politicamente corretto: "Ci stanno cancellando le parole di bocca: dirò 'negro' e 'frocio' finché campo"

Nino Spirlì asfalta il politicamente corretto: "Dico negro e frocio finché vivo"

Nino Spirlì non ha mai nascosto di essere omosessuale. Come scrittore e intellettuale, penna in mano, ha sempre combattuto contro il politicamente corretto. Una battaglia mai abbandonata, neanche ora che è assessore alla Cultura e vicepresidente della regione Calabria. In occasione dell’evento della Lega a Calabria per sostenere il segretario leghista Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona per il caso della nave Gregoretti, Spirlì ha rivendicato con forza la libertà di utilizzare alcuni termini ai quali, quelle che a suo parere sono delle lobbies, hanno dato un significato dispregiativo. Come "negro" e "frocio".

"Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se utilizzando la parola ‘zingaro’ volessimo dare a priori un giudizio negativo. ‘Negro’ è la stessa cosa. Per poter dire negro io parlo calabrese e dico ‘mamma passa u nigru’ e sapendo che in dialetto calabrese ‘u nigru’ è ‘u nigru e non c’è altro modo per dirlo, nessuno mi può dire che io come minoranza calabrese non possa utilizzare il termine che meglio riconosco", ha detto l’assessore intervenendo dal palco catanese, che ha dunque aggiunto: "Così come nessuno può venirmi a dire che non posso utilizzare la parola ‘ricchione’ perché sei omofobo. Io lo dico e guai a chi me lo vuole impedire!". Per cui – dice – "dirò ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni".

Dunque, proseguendo nell’intervento, l’affondo contro le lobbies del politically correct: "Se esistono le ere questa è l'era della grande menzogna. Siamo in mano a delle bruttissime lobbies che si sono unite e hanno fatto una lobby delle lobbies. Quella a cui avrei dovuto appartenere io, per esempio è una delle peggiori, non c'è cosa più brutta della lobby frocia, quella che ti dice che non devi dire quella parola, non devi avere quell'atteggiamento…". Spirlì si pronuncia anche contro i matrimoni gay: "Avete mai visto in natura un bambino con due padri o con due madri? Avete mai visto in natura un cucciolo di cane che ha due padri che abbaiano allo stesso modo? Mi sembra una follia. Questi sono capaci di prendere la Bibbia e bruciarla. Sono nazisti, bruciano le parole, le cancellano dai dizionari. Noi non glielo dobbiamo consentire. Dirò ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno, mi tagliano la lingua, non credo possano arrivare a tanto? Cominciamo a difendere quelle che sono le vere verità e facciamolo nel quotidiano".

Il Partito Democratico locale è subito andato all’attacco, chiedendo alla governatrice Jole Santelli di intervenire, chiedendo le dimissioni del suo vice Spirlì. Domenico Bevacqua, capogruppo dem in regione, ha così commentato le parole dell’assessore calabrese: "Incommentabile. Non ci sono parole per commentare le affermazioni a Catania del vice presidente della Regione Calabria in quota Lega, Nino Spirlì. ‘Userò la parola negro fino all'ultimo dei miei giorni". Di fronte a questa frase non c'è davvero niente da chiarire, niente da interpretare". Spirlì ha risposto ribadendo la propria posizione: "Si scandalizzano perché difendo le parole? Tutte le parole? Allora ho ragione! Questa vola più di altre! Non mi piegherò mai alla follia nazista! Mai! Parole cancellate equivalgono ai libri bruciati dai tedeschi di Hitler".

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