Si alza di nuovo la tensione diplomatica tra Italia e Svizzera, dopo le tre fatture inviate dall'ospedale di Sion ad altrettante famiglie dei feriti nel rogo del Constellation. La premier Giorgia Meloni interviene dopo che la struttura sanitaria ha incredibilmente notificato il conto delle cure ai giovani portati d'urgenza al pronto soccorso subito dopo l'incendio. Ci sono rimasti poche ore prima che venisse organizzato il ponte aereo che li ha poi trasportato al centro grandi ustioni del Niguarda di Milano, eppure si sono conteggiati costi stellari: "Sono rimasta scioccata, Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre", ha scritto la premier sui social.
Infatti, gli importi indicati nei documenti, seppur venga specificato che non debbano essere pagati, arrivano fino a 66mila franchi. "Il ricovero di mio figlio in terapia intensiva è durato 15 ore, dalle 3.30 del mattino alle 7 dello stesso giorno, quando sono venuti a prenderlo con l'elicottero, ed è costato 70mila euro - aveva denunciato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, a Quarta Repubblica -. In quelle ore non gli è stato fatto nulla, perché l'ospedale di Sion non era attrezzato per fare nulla, poteva solo stabilizzarlo. Sì, c'è scritto "questo conto non è da pagare", ma non è che la segreteria dell'ospedale ci ha chiamato avvisandoci che avrebbero dovuto mandare questo pro forma, è arrivata solo la mail con il conto". La premier ha coinvolto l'ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado: "Le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla, ma gli ho chiesto di tenere altissima l'attenzione su questo tema, perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull'Italia". Il governo "continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità". Il Canton Vallese ha confermato che le cure saranno sostenute dalla Confederazione e che nulla sarà chiesto all'Italia. Ieri il servizio Vallesano della sanità pubblica ha risposto alle polemiche attraverso l'agenzia di stampa svizzera Keystone-ATS. Ha ribadito che "le cure non sono a carico delle famiglie", ma che "le famiglie erano state informate per posta, tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, sulla procedura da seguire nel caso in cui avessero ricevuto fatture mediche non a loro carico". Ha spiegato che quelle erano copie informative: "Le fatture sono state trasmesse agli assicuratori dei pazienti, nel caso dei residenti in Svizzera, e all'Istituzione comune LAMal (che gestisce le spese mediche a livello internazionale), nel caso dei pazienti europei, in conformità con gli accordi bilaterali. Sono state emesse nel rispetto delle tariffe previste dalle convenzioni tariffarie. È stata inviata una copia ai pazienti a titolo informativo, conformemente alle disposizioni previste dalla LAMal", la legge federale sull'assicurazione malattie. I genitori però non comprendono quale fosse la necessità di informarli di tali costi, quando invece non hanno ancora ricevuto le cartelle cliniche che hanno chiesto all'ospedale.
Sul fronte giudiziario, emergono dettagli dell'interrogatorio del sindaco di Crans Montana, Nicholas Feraud, indagato.
Secondo la svizzera Rts avrebbe scaricato parte della responsabilità dei mancati controlli sul Constellation sul comando cantonale dei vigili del fuoco: "Era l'organo di controllo superiore, quindi immagino che dovesse assicurarsi che quanto richiesto ai comuni venisse fatto".