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Criptovalute per finanziare la guerra di Mosca. Il fiume di donazioni dai cittadini Ue (e italiani)

Sul gruppo Telegram "Operazione Z" vicino al Cremlino le chat degli utenti che inviano denaro ai russi. Minacce a Meloni, Crosetto e Tajani

Criptovalute per finanziare la guerra di Mosca. Il fiume di donazioni dai cittadini Ue (e italiani)
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"Uccideremo i militari italiani", "impiccarla e picchiarla a bastonate come se fosse un cane rabbioso" in riferimento a Giorgia Meloni e poi le minacce ai ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani, sono solo alcuni dei commenti scritti sul gruppo telegram "Operazione Z" seguito da oltre un milione e mezzo di utenti e controllato dal sito di contro informazione vicino al Cremlino chiamato "Primavera russa". Sarebbero già di per sé elementi molto gravi ma è solo la punta dell'iceberg di quanto emerge dal gruppo in cui interagiscono utenti che chiedono istruzioni su come donare soldi per poter finanziare l'esercito russo nella guerra contro l'Ucraina. Non solo batterie, motoseghe, termovisori, ponti e stazioni radio, binocoli notturni ma anche vere e proprie armi come droni, fucili anti drone, mirini, montature mobili per i mitragliatori e i proiettili 338, cartucce ad alte prestazioni progettate per il tiro di precisione ad alta distanza e utilizzate dai cecchini.

Il problema è che le donazioni per acquistare le armi per l'esercito di Mosca non arrivano solo dalla Russia ma anche dai paesi dell'Unione europea e in particolare dall'Italia aggirando così le sanzioni. Gli amministratori del gruppo forniscono le coordinate per inviare i soldi attraverso le criptovalute che non possono essere tracciate schermando così i nomi dei donatori. Le prove che vi siano donazioni dall'Italia sono fornite sia dagli stessi amministratori del gruppo che ringraziano pubblicamente donatori dalla Germania, dall'Irlanda, dal Regno Unito e dall'Italia sia dalle richieste scritte in italiano da alcuni utenti su come poter donare.

Come racconta Michelangelo Mecchia in un'inchiesta su Zeta Luiss intitolata "Operazione Z, armi al fronte le donazioni europee alla Russia", nel canale telegram "Operazione Z" sono numerosi gli utenti che scrivono in lingua italiana. La testata investigativa Meduza ha definito il sito "Primavera russa" che gestisce il gruppo telegram "uno dei più grandi organi di propaganda che coprono la guerra in Ucraina" e, non a caso, vengono pubblicati video di soldati russi al fronte che ringraziano i lettori per il sostegno e gli equipaggiamenti acquistati. Dall'inizio della guerra in Ucraina il crowdfunding militare è diventato una pratica diffusa ma la peculiarità di "Primavera russa" è che raccoglie fondi in Europa. Secondo quanto ricostruito da Zeta Luiss "il conto che ha ricevuto più soldi dal sito vanta uno storico di 13.000 operazioni (in appena 164 giorni), con cui ha smosso decine di milioni di dollari". Alcuni utenti rispondono alle richiesta di contributi da parte degli amministratori chiedendo istruzioni su come donare dall'Unione europea: "Come trasferire dalla Germania?"; "Sono ceco. Vivo nella Repubblica Ceca. Come posso inviare una donazione?"; "Come aiutare dall'Ue?". Da qui il ringraziamento degli amministratori ai donatori anche italiani con un monito "ricordate, i nostri uomini sono ovunque". Ma il gruppo funge anche da spazio di dibattito in cui viene presa di mira Giorgia Meloni e c'è chi propone di "affogare nel lardo fino alla morte" il Ministro della Difesa Guido Crosetto mentre sull'ipotesi di inviare militari italiani in Ucraina un utente scrive: "li uccideremo".

Nel caso di "Operazione Z" non siamo di fronte a una delle centinaia chat filo russe ma a uno spazio di reclutamento di

fondi e risorse per supportare l'esercito russo e, il fatto che ci siano cittadini italiani che illegalmente contribuiscono ad acquistare armi per uno stato straniero, è non solo preoccupante ma un aspetto su cui fare luce.

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