Nel primo venerdì santo vissuto sul soglio pontificio pensieri e parole di Leone XIV sono stati per Terra Santa ed Ucraina, teatri di guerre la cui fine sembra ancora lontana. L'agenda mattutina del Santo Padre, infatti, ha visto colloqui telefonici con i presidenti di Ucraina ed Israele, Volodymyr Zelensky e Isaac Herzog. Col primo si è parlato di "sforzi volti a favorire iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri". Un evidente riferimento alla missione speciale del cardinale Matteo Zuppi voluta da Francesco e rinnovata dal suo successore. Alla telefonata con Herzog è seguita una stringata nota della Santa Sede arricchita poi nei contenuti dal tweet del presidente israeliano. I due hanno parlato della "situazione in Libano e dell'importanza di garantire la sicurezza delle comunità cristiane su entrambi i lati del confine", mentre nessuna menzione è stata fatta da entrambe le parti sull'incidente della domenica delle palme. Segno che il caso Pizzaballa è definitivamente archiviato.
L'impronta dei francescani a Gerusalemme si è però fatta sentire ieri nella penna di padre Francesco Patton, successore di Pizzaballa e predecessore di Francesco Ielpo come Custode di Terra Santa. Al frate trentino attualmente in Giordania sono state affidate le meditazioni e le preghiere per le stazioni della tradizionale via Crucis al Colosseo. Per il suo esordio all'appuntamento più atteso della settimana santa Leone XIV ha deciso di andare oltre e portare personalmente la croce per tutte le quattordici stazioni. Una replica di quanto già visto lo scorso giugno nella solennità del Corpus Domini quando il Papa "sportivo" portò personalmente il Santissimo Sacramento per tutto il percorso. I testi di padre Patton si sono ispirati agli scritti di san Francesco. Diversi sono stati i passaggi che hanno richiamato all'attualità: prendendo spunto da Pilato si è riferimento al fatto che "anche oggi c'è chi crede di avere ricevuto un'autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento". Evocando san Francesco, la meditazione ha ricordato che "ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto", non escluso "il potere di avviare una guerra o di terminarla". Un'altra frecciata è arrivata nel passaggio in cui è stato detto che il potere autentico "non è quello di chi usa la forza e la violenza per imporsi, ma quello di chi è capace di prendere su di sé il male dell'umanità". Rilevante anche la menzione alle madri che piangono figli "deportati da politiche prive di compassione, naufragati in disperati viaggi della speranza".
Nel pomeriggio Leone aveva presieduto la celebrazione della passione del Signore in Basilica san Pietro. Azione liturgica che non è mancata a Gerusalemme dove il cardinale Pizzaballa ha presieduto in mattinata con i frati residenti nel Santo Sepolcro. C'è stata anche la via Crucis guidata però dal custode Ielpo accompagnato da cinque frati lungo la via dolorosa. Nel pomeriggio Pizzaballa ha pregato davanti alla tomba di Gesù e in serata è avvenuta la tradizionale processione funebre che ripete il funerale di Gesù secondo la tradizione.
Un rituale che attirava sempre centinaia di fedeli commossi, mentre ieri c'erano solo circa venti frati. Ma non c'è stato alcun impedimento a conferma della buona volontà delle autorità israeliane e della tenuta dell'accordo siglato dopo l'incidente di domenica scorsa.