La Dadone all'antidroga. Nuova grana nel governo

Alla grillina antiproibizionista le deleghe per il contrasto alle dipendenze. Ira del centrodestra

La Dadone all'antidroga. Nuova grana nel governo

La delega per le politiche antidroga alla ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone (M5s) agita la maggioranza. Il decreto del presidente del Consiglio Mario Draghi porta la data di venerdì, ma la polemica impazza durante tutta la giornata della vigilia di Pasqua. Alla ministra grillina sono state «delegate le funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile universale, politiche antidroga, nonché in materia di anniversari nazionali». Questo è quanto stabilito dal dpcm pubblicato due giorni fa in Gazzetta Ufficiale.

La scelta è destinata a discutere. Perché la Dadone negli anni si è distinta per le sue posizioni a favore della legalizzazione delle droghe leggere. Una possibile svolta, dunque, nelle politiche antidroga di un governo che gode di una maggioranza ampia e trasversale. Tra i frequentatori del Palazzo circola da ieri lo screenshot di un post della ministra Cinque stelle, datato 27 luglio 2017. All'epoca la Dadone attaccava l'atteggiamento del Pd in merito a una proposta di legge firmata dall'allora deputato dem Roberto Giachetti. La Dadone accusava il Pd di aver «votato contro la proposta del primo firmatario Giachetti tirandosi indietro». Quindi l'affondo: «Il Pd si ritrova ora nel solco del peggior Giovanardi».

Le idee di Dadone di certo non sono isolate all'interno del M5s. Formazione politica che anche durante questa legislatura ha presentato disegni di legge a favore dello spinello libero e della legalizzazione della cannabis. Proprio per questo motivo la scelta di Palazzo Chigi potrebbe aprire una faglia all'interno della maggioranza che sostiene Draghi. Il centrodestra infatti va subito all'attacco. «Non è questa la discontinuità che ci aspettavamo da Draghi - spiega la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - rinnovo il mio appello ai partiti di centrodestra che sostengono il governo affinché si facciano sentire con decisione: Fratelli d'Italia lo farà dall'opposizione perché su questi temi non sono accettabili cedimenti e compromessi al ribasso».

Sul tema la coalizione è compatta. Si fa sentire anche Forza Italia, che invece è in maggioranza. «Ci stupisce che il Presidente Draghi abbia affidato la delega alle politiche antidroga proprio al ministro Dadone, esponente di un movimento le cui posizioni in merito sono chiaramente divisive ed essa stessa firmataria di una proposta di legge per la legalizzazione della cannabis», sottolinea Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato. Sulla stessa linea il capogruppo di Fi alla Camera Roberto Occhiuto: «La droga è il male assoluto, non esistono droghe di serie A e di serie B». Interviene Matteo Salvini: «La droga è morte, nessun regalo agli spacciatori».

Il M5s è compatto a difesa della Dadone. «Gara a chi è più oscurantista, presto una proposta di legge per la coltivazione della cannabis a casa», dice Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia alla Camera e deputato grillino. «Fabiana saprà lavorare al meglio per prevenire, monitorare e contrastare questa piaga», dice Andrea Cioffi, vicecapogruppo del M5s al Senato.

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