Daniele, il primo bimbo con l'esoscheletro

A 5 anni è affetto da ischemia midollare. La struttura è unica al mondo

Daniele, il primo bimbo con l'esoscheletro

Si chiama Atlas, cioè Atlante, come il titano che sorreggeva il cielo con la sola forza delle braccia, il primo esoscheletro indossabile e utilizzabile in età pediatrica, per la riabilitazione del cammino di bambini di età compresa tra 4 e 10 anni. ATLAS 2030, distribuito in Italia da Emac Tecnologia Vitale, è indicato in caso di paralisi cerebrale infantile, mielolesioni (lesioni del midollo spinale fino alla vertebra C4), atrofia muscolare, distrofia muscolare, miopatie e diverse malattie neuromuscolari. Attualmente è l'unico in Italia ed è stato presentato ieri all'IRCCS San Raffaele di Roma alla presenza del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, accompagnato dal Presidente del Comitato tecnico scientifico, Prof. Enrico Garaci, con il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l'Assessore alla Sanità, Alessio D'Amato e soprattutto del piccolo Daniele, 5 anni, affetto da una ischemia midollare perinatale. L'unicità di questa novità «risiede nella tecnologia elastica, che si adatta al corpo- spiega Francesco Infarinato, Responsabile del Laboratorio di Bioingegneria della Riabilitazione del San Raffaele- è dotato di 8 motori (due sull'anca, uno al ginocchio e uno alla caviglia su ciascuna gamba), per assicurare la libertà di movimento in tutte le direzioni (overground') ed è utilizzato in associazione con un sistema di supporto, che garantisce la sicurezza del bambino, al quale dà la possibilità di camminare in modo attivo, ripetibile e controllato, consentendo, al contempo, di interagire con l'ambiente in modo libero e sicuro. Questo sistema permette poi al terapista di interagire faccia a faccia invece di supportare il movimento dalle spalle del bambino». RoboKId è il nome del progetto di ricerca, monocentrico, randomizzato controllato, che valuterà la fattibilità, l'intervento e l'impatto di tale approccio riabilitativo sulla qualità di vita e lo stato clinico funzionale di 20 piccoli partecipanti, attraverso un programma di intervento, che integrerà il trattamento robotico attivo del cammino e la terapia tradizionale. «Il successo dell'esoscheletro nell'adulto- prosegue Claudia Condoluci, Responsabile dell'Area Pediatrica e delle disabilità dello sviluppo dell'IRCCS San Raffaele- ci ha indotti a valutare la possibilità di un suo utilizzo anche nell'ambito della riabilitazione pediatrica. La maggior parte dei ragazzini che lo stanno già utilizzando presso il nostro reparto non ha mai camminato in autonomia. Con Atlas può farlo e può svolgere anche diverse attività come calciare una palla e disegnare, cose che non avrebbe mai pensato fossero possibili.

Pertanto -conclude Condoluci- oltre all'apprendimento e all'acquisizione di adeguate strategie di controllo motorio, al mantenimento di un adeguato range articolare, al controllo della spasticità e della forza, al miglioramento nella stabilità del tronco e della capacità ventilatoria e cardiovascolare, il robot ha un importantissimo impatto sulla sfera cognitiva, emotiva e sociale per il bambino e la famiglia».

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