Datteri e palme, il Colle spegne la polemica social

Bacchettato il rettore Montanari che aveva ironizzato: "Siamo una Repubblica delle banane..."

Datteri e palme, il Colle spegne la polemica social

Roma. La polemica, d'accordo. E la ricerca di visibilità, per carità, va bene pure quella. Però insomma, la guerra delle banane, anche no. «Ma perché non pensa ai quadri?». Perché non si esprime «su argomenti che conosce» invece di parlare come un qualsiasi no vax? No, al Quirinale la sparata social di Tomaso Montanari, storico dell'arte e rettore dell'università per stranieri di Siena, proprio non è piaciuta. E dire che il Colle gestione Mattarella accetta critiche e prese in giro senza battere ciglio, non risponde quasi mai: persino la richiesta di impeachment da parte di Luigi Di Maio fu perdonata in fretta. Stavolta invece Giovanni Grasso, portavoce del presidente e consigliere per la comunicazione, ci ha messo poco per seppellire il professore sotto un casco di frutta esotica.

Nel suo studio alla Palazzina del Fuga, davanti alla finestra sui giardini, il capo dello Stato pronunciava in diretta televisiva a reti unificate il suo ultimo discorso di Capodanno mentre sullo sfondo si scorgevano gli alti palmizi dalle foglie illuminate. L'immagine deve aver scosso alquanto Montanari, che si è tuffato su Twitter e ha scritto due righe garbate e diversamente spiritose: «La prevalenza della palma nell'iconografia presidenziale. Il ritorno del rimosso, la Repubblica delle banane che siamo». A stretto giro la corrosiva replica di Grasso. «Il professore, anzi magnifico rettore, si intende sicuramente di arte ma poco di botanica. Il frutto della palma è il dattero, l'albero che produce banane è il banano...».

Per il resto, a parte un altro storico dell'arte come Vittorio Sgarbi, soltanto consensi per l'intervento di Mattarella. Il suo congedo è piaciuto anche al pubblico televisivo; la brevità del saluto, un quarto d'ora appena, e la semplicità della scenografia hanno contribuito a raggiungere uno share del 65,99 per cento. Battuto il vecchio record di Scalfaro: con i suoi 13 milioni di spettatori è il discorso presidenziale più seguito di sempre.

Tra le parti più apprezzate, l'appello ai giovani a farsi valere nel mondo con la citazione di un post del professor Pietro Carmina, morto nel crollo di Ravanusa. «Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e difendere chi quelle parole non ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi. Non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego, non siate indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare». Così Carmina ai suoi ragazzi dopo essere andato in pensione. «Faccio mie queste parole di esortazione tanto efficaci - ha detto il capo dello Stato - Non fermatevi, non scoraggiatevi, prendete il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società». Quanto a lui, ora ha altri due impegni prima di lasciare il Colle: la finale di pallavolo femminile il 6 gennaio e un incontro con Samantha Cristoforetti, astronauta.

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