Dazi, fisco, quota 100 I dossier impossibili sul tavolo giallorosso

La «fase due» cara a Conte si è già arenata, ma a breve dovremo presentare i conti in Ue

Dazi, fisco, quota 100  I dossier impossibili sul tavolo giallorosso

Dai dazi, alle infrastrutture fino alla grande sfida della riforma fiscale, passando per quella non meno impegnativa delle pensioni. Anche se il governo dovesse superare lo scoglio prescrizione in un futuro prossimo si ripresenteranno altre sfide. Proibitive e per un governo fragile come quello in carica, tanto che Agenda 2023, il programma di fine legislatura voluto dal premier Giuseppe Conto, sembra avere già perso la sua spinta propulsiva. Da una parte ci sono i tanti dossier divisivi, dall'altro temi che per caratteristiche proprie sono difficili da maneggiare. Ad esempio i dazi.

DAZI SOSPESI

Ieri il governo si è preso il merito dell'esclusione dei beni italiani dalla liste di merci tassate dall'amministrazione Trump. Una buona notizia, ma varie associazioni di categoria hanno ricordato come l'intesa vera e propria con gli Stati Uniti vada ancora trovata. Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, è «scampato pericolo, ma solo per il momento». Entro sei mesi la Casa Bianca potrà ripensarci e tassare prodotti made in Italy.

POCHE SETTIMANE AL DEF

Partita europea, come quella sui conti pubblici che si aprirà in tempi brevi. All'inizio di aprile il governo dovrà stilare il Def, documento di economia e finanza. Ci saranno le previsioni aggiornate sui conti pubblici e sul Pil. Inevitabile una revisione che restringerà ulteriormente la possibilità di fare politiche di spesa nel 2020. Impossibile finanziare la riforma fiscale promessa dal premier Giuseppe Conte, che comunque dovrà essere illustrata, a grandi linee, nel documento. Ci sono sei mesi per trovare soldi e anche un'intesa nel governo. +A fine maggio, inizio giugno, ci sarà il giudizio della Commissione Ue su conti e politiche nazionali.

LA BATTAGLIA DELL'IVA

Tra sterilizzazione degli aumenti dell'Iva e costo della riforma vera e propria, il governo deve cercare circa 30 miliardi. La maggioranza dovrà fare una scelta precisa, tra aumenti (anche parziali dell'Iva), rimodulazioni dell'Irpef che, anche attraverso ritocchi alle detrazioni, colpiscano i redditi più alti. Oppure dovrà prendersi la responsabilità di fare una riforma in deficit. Sull'Iva il governo è già stato a un passo alla rottura. Quando l'esecutivo Conte II era più solido.

WELFARE DIVISIVO

La riforma delle pensioni potrebbe rientrare in agenda. Con Iv favorevole alla fine anticipata di Quota 100, il Pd e il M5s contrari. Facile che questo dossier si impantani, anche perché le proposte del gruppo di esperti del governo rischiano di non piacere né ai sindacati né all'Ue.

IL NODO IMPRESE

Su Plastic tax e sugar tax. Italia viva ha ritirato gli emendamenti al Milleproroghe che aveva presentato, il governo ha annunciato modifiche. I renziani chiedono la cancellazione. Ancora de finalizzare il nodo Autostrade. Si lavora a un compromesso sulla revoca ad Aspi, magari limitandola alla regione Liguria. Se il governo Conte dovesse andare avanti, ministri ed esponenti della maggioranza sensibili ai problemi delle imprese potrebbero ritirare fuori l'idea di cambiare il Decreto dignità, che ha disincentivato le assunzioni. Dossier complessi anche per una maggioranza solida, missioni impossibili per il governo in carica.