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Guerra

La tv russa ci spiega il pericolo che corriamo

Sul canale Russia-1, il conduttore Vladimir Solovyov, fedelissimo di Putin, parla di "seppellire Londra sotto un'onda radioattiva"

La tv russa ci spiega il pericolo che corriamo

Parlare di riarmo europeo scatena sempre la stessa indignazione automatica e confonde la difesa con la guerra, la deterrenza con il militarismo, e finisce immancabilmente con la frase "quei soldi andrebbero messi in sanità e istruzione". È la retorica pacifista più comoda del mondo, il problema è che nel frattempo qualcuno si arma davvero, e non per difendersi.

Piccolo recap: negli ultimi dieci anni, mentre in Europa si discuteva se ridurre di un punto percentuale la spesa militare, la Russia aumentava costantemente quella propria, arrivando a investire oltre il 6% del Pil nel 2024, un record post-sovietico. Nello stesso periodo la spesa media Nato era ben al di sotto del 2%, con diversi Paesi europei fermi all'1,2 o 1,3%, cioè la metà dell'impegno minimo previsto dall'Alleanza. In termini reali, la Russia ha speso meno in assoluto (perché il suo Pil è più piccolo), ma molto di più in proporzione alle proprie risorse, destinandole quasi esclusivamente all'apparato militare e alla produzione bellica. La Nato, invece, ha speso meno della metà del suo potenziale economico, proprio perché per anni si è cullata nell'idea che la storia fosse finita e la pace fosse un automatismo. Solo nel 2024 la spesa militare europea è aumentata del 17%, raggiungendo 693 miliardi di dollari (dati Sipri), con l'obiettivo del 2% del Pil finalmente superato o avvicinato da 23 Paesi su 32 membri Nato. Non è una corsa alle armi, è un lento risveglio da un coma morale (o dalla protezione data per scontata degli Usa).

Chi contesta questi numeri dovrebbe sapere cosa passa la tv russa. Non un sito oscuro o un canale Telegram: la tv pubblica di Stato, in prima serata. Nel talk show 60 Minutes su Channel One, il deputato nazionalista Aleksey Zhuravlyov proclama: "Una Sarmat e le Isole Britanniche non esistono più". La conduttrice, Olga Skabeeva, finge di sdrammatizzare, ma nessuno ride. Sul canale Russia-1, il conduttore Vladimir Solovyov, fedelissimo di Putin, parla di "seppellire Londra sotto un'onda radioattiva". Ci sono persino servizi grafici in cui si mostra un missile ipersonico che colpisce Londra e nei magazine condotti da Dmitry Kiselyov, portavoce storico del Cremlino, vengono mostrate mappe di obiettivi nucleari negli Stati Uniti e in Europa, commentate come se fossero segmenti di un documentario.

Immaginate una scena simile in Europa: un conduttore di Rai1 o France Télévisions che spiega come bombardare Mosca. Durerebbe dieci secondi. Eppure in Russia accade regolarmente, e non da ieri. È intrattenimento patriottico, propaganda bellica trasformata in talk show.

Noi invece qui a discutere se "riarmarsi" non sia una parola troppo brutta, quasi fosse meglio disarmarsi, e sperare nella buona volontà del prossimo. Possiamo continuare a indignarci per i soldi spesi in difesa, però almeno sapendo di cosa parliamo: di un'Europa che si disarma credendo che la pace sia gratuita, mentre in tv, a poche ore di fuso orario, un tizio in giacca e cravatta spiega con un sorriso come cancellare Londra in cinque minuti.

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