Dibba pugnala Grillo "Idee diverse? Amen..."

Le frizioni all'interno dei CinqueStelle ci sono ma vengono ben mascherate: Di Battista replica alla risposta ironica a lui rivolta nella serata di ieri da Beppe Grillo

Dibba pugnala Grillo "Idee diverse? Amen..."

Intervistato ieri da Lucia Annunziata a "Mezz'ora in più", il redivivo Alessandro Di Battista aveva analizzato le varie sfaccettature della situazione dei CinqueStelle, quella più complessa del governo e nello specifico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invocando un congresso o un'assemblea costituente per mettere a confronto gli appartenenti al Movimento così da decidere le strategie future: un'idea bocciata da Beppe Grillo, che aveva rispedito al mittente la richiesta, facendo addirittura dell'ironia per rimarcarne l'assurdità. La replica di Di Battista non si è fatta attendere, sebbene decisamente più moderata rispetto a quella del comico ligure.

"Non volevo il governo con il Pd", rivela il pentastellato. "Ma questo esecutivo va sostenuto: il M5S ha fatto le cose più importanti nei primi sei mesi di questa legislatura: non con la Lega, ma nonostante la Lega". Pur con queste premesse, comunque, Dibba si dice convinto del sostegno al premier ed alla compagine giallorossa, tranquillizzando quanti temono invece dei colpi di coda da parte di una compagine interna al movimento.

"Ho fiducia nel presidente del Consiglio. Non deve temere colpi bassi da parte mia", rassicura il grillino, anche se ritiene di dover informare del fatto che "Ci sono determinati poteri che vogliono buttarlo giù non per dissidi ma per prendere mano i soldi della ricostruzione".

Sulla questione invece di Conte come leader dei CinqueStelle in grado, secondo alcuni sondaggi, di spostare verso l'alto l'asticella dei consensi dell'elettorato, Di Battista preferisce essere più cauto. "Dicono che con lui arriveremo al 30%? Vorrei ricordare i sondaggi che facevano su Monti. Non sto facendo un paragone, ma vorrei ricordare i sondaggi che facevano su di lui. Siamo diventando una 'sondaggiocrazia'", affonda Dibba, che poi passa a Conte ed alla richiesta che tante polemiche ha suscitato nelle scorse ore. "Se Conte vuole guidare il M5S si deve iscrivere al M5S e al prossimo congresso, chiamiamolo così, deve farsi eleggere. Io chiedo formalmente, il prima possibile, un congresso, usiamo anche questa vecchia parola, o assemblea costituente o Stati generali del Movimento 5 Stelle in cui tutte le anime del Movimento dicano la loro per costruire un’agenda politica e vedremo chi vincerà".

Una richiesta irrisa da Beppe Grillo su Twitter."Dopo i terrapiattisti e i gilet arancioni di Pappalardo, pensavo di aver visto tutto... ma ecco l’assemblea costituente delle anime del Movimento. Ci sono persone che hanno il senso del tempo come nel film 'Il giorno della marmotta'".

Dibba incassa ma non la prende comunque bene, come si legge tra le righe."Oggi sono tornato in Tv. Ho fatto proposte e preso posizioni chiare. Si può legittimamente non essere d’accordo. Lo si dica chiaramente spiegando il perché", ha replicato sempre tramite i social. Anche nell'intervista concessa a "Quarta Repubblica" ed in programma per oggi Di Battista è tornato sul tema: "Ieri ho parlato di congresso e delle mie idee e Beppe Grillo mi ha mandato a quel paese. Io ho delle idee e, se non siamo d’accordo, francamente, amen!".

Dibba rincara la dose

"Essendo un cittadino libero, faccio delle critiche quando lo reputo opportuno; la storia che io sia contro Conte è una stupidaggine totale". Lo ha detto l'ex-deputato ed esponente di M5s, Alessandro Di Battista, in un'intervista a Quarta Repubblica, su Rete 4.

Dibba, nel corso dell'intervista, ha anche parlato del possibile ingresso di Giuseppe Conte nel MoVimento, ma "se vuole fare il capo deve iscriversi al M5S". E per quanto riguarda il suo ruolo? "Prima vengono congresso, Stati Generali e assemblea - spiega in diretta tv -. C'è un momento in cui tutte le anime del Movimento fanno delle proposte perché c'è da contrastare il marciume come abbiamo fatto bene in questi anni, con dei normalissimi limiti. Io quindi quello che farò, quando ci sarà questo spazio, è presentare una proposta politica. A seconda di come andranno questi Stati Generali - questo congresso - farò la mia valutazione, perché per me prima viene il cosa e poi il chi".

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