Discoteche, oggi la sentenza del Tar

Attesa per l'esito del ricorso. Salta il tavolo tra gestori e governo

Giornata convulsa, quella di ieri, per il settore delle discoteche, in subbuglio per la decisione dell'esecutivo di chiudere le discoteche. Il previsto vertice tra i gestori e il governo è stato sospeso dopo la decisione dell'associazione dei locali da ballo di ricorrere al Tar. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che si sarebbe dovuto sedere al tavolo per parlare della questione dei ristori economici per i mancati incassi, ha fatto saltare l'incontro per aspettare l'esito del ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio, che dovrebbe arrivare oggi stesso, visto che si tratta di un decreto cautelare.

La notizia del dietrofront di Patuanelli in un primo momento aveva fatto pensare ai gestori di ritirare il ricorso al Tar contro la chiusura delle discoteche, per questo Maurizio Pasca, presidente del Silb-Fipe, aveva convocato tutti i rappresentanti dell'associazione in videoconferenza per discutere il da farsi. Andare avanti con il giudizio amministrativo o sedersi al tavolo con il ministro? «Abbiamo percepito un atteggiamento non disponibile da parte del governo dopo il ricorso. Ne prendiamo atto, ma diciamo anche di portare avanti il tavolo: il governo presenti le sue offerte concrete, poi il ricorso non è un problema, possiamo anche ritirarlo», aveva detto Pasca prima della videoconferenza. Alla fine è stato deciso di non ritirarlo. «Rimane aperta la via del dialogo e riconosciamo la disponibilità del ministro dello Sviluppo economico, ma chiediamo impegni concreti al governo», ha spiegato il presidente dell'associazione che rappresenta le imprese del settore. Pasca ha riconosciuto la disponibilità di Patuanelli: «Ci ha detto che, visto il ricorso al Tar, sospendiamo il tavolo fino alla sentenza. Chiediamo un impegno serio e certo da parte del governo, soprattutto per quelle aziende che sono chiuse da febbraio, per i lavoratori. Come si può indennizzare un settore che è al collasso, che non incassa? Il ministro è consapevole che ci sono imprese destinate a fallire di questo passo?». Ieri anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, è tornato sul tema precisando che non è stato il governo a riaprire le discoteche: «Sono state riaperte, rispettando le leggi, sulla base di una responsabilità che si sono assunte alcune Regioni».

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 19/08/2020 - 13:49

Meglio vivere che morire. Ma sono convinto che il coronavirus non condanna i giovani, ma gli anziani come me. Comunque che non vado in “discoteca”, ma per scelta personale, non per il timore di ammalarmi e morire, bensì perché non mi piace la musica chiassosa.