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Dna dalla pizza: il serial killer di Gilgo Beach ora confessa

Il caso è stato risolto al termine di una lunga attività investigativa grazie a indizi che includevano il DNA estratto da una crosta di pizza abbandonata

Dna dalla pizza: il serial killer di Gilgo Beach ora confessa
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Architetto di giorno, serial killer di notte. Un caso che ha tenuto con il fiato sospeso tutta l'America per 17 anni, nota come gli "omicidi di Gilgo Beach" e che si è finalmente concluso. Rex Heuermann, 62 anni, si è dichiarato colpevole dell'omicidio di sette donne e ha ammesso di averne uccisa anche un'ottava in un'aula di tribunale gremita di giornalisti, poliziotti e parenti delle vittime. A giugno verrà condannato all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale chiudendo una pagina nera della storia americana e coinvolto un pubblico appassionato al genere "true crime".

Il caso è stato risolto al termine di una lunga attività investigativa grazie a indizi che includevano il DNA estratto da una crosta di pizza abbandonata. Ma le indagini su Gilgo Beach sono iniziata davvero nel 2010 dopo che la polizia ha trovato numerosi resti umani lungo un'autostrada sulla spiaggia della South Shore di Long Island, dando il via a una ricerca di un potenziale serial killer che ha suscitato un interesse quasi morboso, tanto da portare anche a una serie televisiva su Netflix "Lost girls". Gli elementi hollywoodiano infatti c'erano tutti. Gli investigatori hanno utilizzato analisi del DNA e altre prove per identificare le vittime. In alcuni casi, sono riusciti a collegarli a resti trovati altrove a Long Island anni prima. Ma nonostante l'attenzione l'indagine si è trascinata per più di un decennio senza esiti. Fino al 2022, quando un commissario di polizia ha formato la task force di Gilgo Beach che ha portato a identificare Heuermann come sospetto utilizzando un sofisticato database di registrazione dei veicoli che lo ha collegato a un pickup collegato a una delle vittime.

In seguito i dati di diversi cellulari usa e getta hanno portato al collegamento con Heuermann che era in contatto con alcune vittime poco prima della loro scomparsa.

Ma la mossa decisiva è davvero da film: gli agenti lo hanno seguito dino a Manhattan, dove lavorava, e hanno recuperato i resti del suo pranzo (croste di pizza) in un bidone della spazzatura risalendo così al suo DNA poi confrontato con un capello trovato sulla corda usata per immobilizzare una delle vittime. Da lì l'arresto nel luglio 2023, il processo, le accuse respinte. Fino all'ammissione. È stato lui, caso chiuso. Sipario.

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