Riaperture, così Speranza frena la voglia di libertà

In attesa della cabina di regia convocata da Draghi, scintille tra aperturisti e rigoristi I primi: "Restituiamo il movimento agli italiani". Il ministro: "Non sono duro, sono solo prudente"

Domani il "check" sulle riaperture. Speranza frena la voglia di libertà

Alla vigilia della cabina di regia di domani convocata dal premier Mario Draghi per decidere sulle possibili riaperture c'è ancora tensione tra le forze di maggioranza. Scintille tra la Lega, che chiede di riaprire tutto e abolire il coprifuoco, e il ministro Roberto Speranza che invece predica cautela e prudenza. Sarà il premier all'esito del «tagliando» sulle misure antiCovid finora rimaste in vigore a decidere se, come e da quando modificare le restrizioni, su tutte il coprifuoco - che potrebbe essere posticipato alle 24 - e indicare le date per i settori rimasti fuori dal calendario delle riaperture previste dall'ultimo decreto del 22 aprile, a partire dai centri commerciali chiusi nel week-end.

Del resto «i dati sono confortanti, la situazione epidemiologica migliora - ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza -. Ora le misure ci permettono di riaprire gradualmente le attività, per aperture in sicurezza in vista di stagione estiva». I numeri continuano ad essere in miglioramento - 6.659 casi e le 136 vittime nelle ultime 24 ore e scende l'occupazione delle terapie intensive- e la campagna vaccinale prosegue. Ma per non vanificare i sacrifici di questi mesi, è il ragionamento che filtra da Palazzo Chigi, e per non dover disporre poi nuove chiusure, ci si muoverà con cautela.

Il posticipo del coprifuoco potrebbe scattare forse dal 24 maggio - sul tavolo l'opzione di spostare il limite orario alle 23 o addirittura a mezzanotte - , mentre i centri commerciali nei fine settimana potrebbero ripartire dal 22 maggio. Per il settore wedding si valuta il 15 giugno.

Intanto però Salvini preme. Ieri in un vertice in videoconferenza con ministri e amministratori del Carroccio, il segretario ha rilanciato il messaggio che da settimane continua a mandare a Chigi: riaprire tutto, al chiuso e all'aperto, di giorno e di sera, e stop al coprifuoco delle 22. «Io oggi ho sentito sindaci, governatori, ministri e parlamentari della Lega: tutti siamo d'accordo per restituire agli italiani fiducia e libertà a partire da settimana prossima», dice il leghista. Collegati al summit i ministri Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Erika Stefani, i governatori e alcuni sindaci. La richiesta unanime è «la riapertura di bar e ristoranti al chiuso almeno al 50 per cento, un programma di cancellazione del coprifuoco da qui ai prossimi giorni, via libera a palestre e piscine al chiuso» perché, dice il leader della Lega, «anche le riaperture di fine aprile non hanno portato alcun risultato negativo, si assiste anzi ad un costante miglioramento».

Contemporaneamente, all'assemblea di Articolo 1, il suo partito, il ministro Speranza invoca invece prudenza e cautela: le aperture devono essere «ponderate perché non vogliamo tornare indietro. Io spesso sono descritto come il ministro più duro. Credo sia normale per il ministro della Salute, ma io voglio essere ottimista per la stagione che si apre, sia pur con la massima prudenza. E in questa stagione di rinascita noi dobbiamo fare il nostro pezzo come politica», sottolinea. Gli risponde ancora Salvini: «Qualcuno dovrebbe spiegare a Speranza che ci sono milioni di italiani che rischiano di perdere il posto di lavoro, se perdiamo altro tempo». Interviene anche il segretario del Pd Enrico Letta, per elogiare «la determinazione calma» del ministro della Salute e rimarcare la linea del Pd: «Si riapre in sicurezza. Noi siamo stati quelli che hanno garantito che non ci fosse nessuna scelta sbracata. Fosse stato per altri noi avremmo sbracato». Riferimento ancora a Salvini.

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