Domani entra in vigore il green pass europeo. Per le regole di Bruxelles una dose non basta

In Italia il governo vuole cambiare in corsa, ma 13,7 milioni lo hanno già

Domani entra in vigore il green pass europeo. Per le regole di Bruxelles una dose non basta

Domani, 1° luglio, è il giorno in cui tutti vorrebbero diventare verdi. Entra infatti in vigore il green pass, che darà il via libera a una serie di attività compresi i viaggi internazionali. Ma in Italia il documento lascia perplessi soprattutto per il fatto che settimane fa - prima che la variante delta diventasse lo spauracchio del continente - il governo italiano ha dato il via libera al «foglio verde» anche per chi ha soltanto una dose di vaccino nel curriculum, una scelta che in quel momento fu motivata con l'esigenza di incentivare la zoppicante campagna vaccinale. L'analogo passaporto europeo scatta invece soltanto alla conclusione del percorso vaccinale, quindi dopo la seconda dose nel caso di Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Palazzo Chigi sembra orientato ad adeguarsi alla normativa europea. Ma che cosa accadrebbe ai 13,7 milioni di italiani che hanno già scaricato il green pass «dimezzato»? Dovrebbero ricominciare tutto da capo? Il caos è garantito.

Il green pass è il documento che certifica la potenziale immunità dal Covid-19 assicurata da una delle tre seguenti circostanze: aver ultimato il percorso vaccinale (o, come detto, in Italia aver fatto anche soltanto una dose), essere guariti dal Covid negli ultimi sei mesi oppure poter esibito un tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore. Ha valenza europea e certifica nei Ventisette Paesi di avere le credenziali per varcare i confini senza rischiare di doversi sottoporre ad ulteriori tamponi o limitazioni. Inoltre il green pass serve per partecipare a fiere, concerti, gare sportive, matrimoni e per avere accesso alle Rsa o per gli spostamenti in Regioni rosse o arancioni, qualora qualcuno dovesse tornare a esserlo.

L'emissione del green pass è automatica in caso di vaccinazione e viene confermata dalla ricezione di un sms inviato dal ministero della Salute che invita a scaricare il certificato in formato digitale. Per i guariti o i tamponati serve invece una richiesta all'interno della piattaforma nazionale messa a disposizione dal ministero. Cinque sostanzialmente i modi per ottenere il green pass. Il percorso più «istituzionale» è scaricare il proprio certificato dal sito www.dgc.gov.it. Le altri opzioni digitali per accedere al proprio green pass sono il fascicolo sanitario personale tramite Spid, la app IO già utilizzata per il cashback e la app Immuni. Chi non ha dimestichezza con la tecnologia può stampare il proprio green pass dal medico di base o in farmacia esibendo la propria tessera sanitaria.

E scoppia il caso degli italiani vaccinati all'estero. i quali almento inzialmente non potranno godere del green pass, a causa delle incertezze sulla validazione in Italia dell'immunizzazione. Il decreto che prevedeva la competenza delle autorità diplomatiche o dell'Usmaf per obliterare l'immunizzazione è stato infatti modificato all'ultimo momento: c'è solo un generico riferimento a un provvedimento attuativo che però deve ancora essere licenziato. Un altro pasticcio.

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