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La doppia morale dem sugli incarichi

Insomma, come spiegare ai guardinghi vigilanti democratici che la presunta cortigiana beneficiata dal ministro in realtà ha ottenuto ben più contratti con gli amministratori di centrosinistra?

La doppia morale dem sugli incarichi
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Mentre la nazione intera si ritrova con il fiato sospeso di fronte al dilemma spinoso se il caso Piantedosi-Conte sia caso politico o rivalsa sentimentale, la vicenda lentamente invade il campo dei progressisti. La cui bandiera più sventolata - in nome delle ampie vedute - è "non ci interessa il gossip sulla vita privata del ministro, ma pretendiamo trasparenza sulle nomine nelle istituzioni pubbliche". Giusto, nessuno vuol passare per bacchettone puritano o peggio per uno di quelli del popolo della famiglia. Cosicché la vita della rea confessa viene scandagliata, sondata, indagata. Purtroppo si sa, anche se l'interesse è volto esclusivamente alle attività lavorative della Conte è inevitabile, durante l'indagine accurata, incappare in vicende personali e piuttosto intime fra ex mariti ed ex amici in vena di confidenze, d'altra parte la ricerca della verità ha un prezzo. Stavolta però il costo della verità è davvero inaspettato: salta fuori che una società di Claudia Conte ha ricevuto direttamente da Fulvio Bonavitacola, esponente del Pd e granitico vicepresidente delle due giunte De Luca, incarichi per due eventi con un compenso totale di 79.300 euro Iva inclusa. Salta fuori che il Comune di Firenze guidato dal sindaco Pd Nardella sceglie proprio la Conte come consulente nel cda della Fondazione Marini San Pancrazio. Salta fuori che la Shallow srl, la società di eventi della Conte, è stata aperta con l'ex Dc, ex Margherita, ex popolare, ex Pd, ex parlamentare Renzo Lusetti.

Insomma, come spiegare ai guardinghi vigilanti democratici che la presunta cortigiana beneficiata dal ministro in realtà ha ottenuto ben più contratti con gli amministratori di centrosinistra? Eppure il gruppo Pd della Camera ha presentato un'interrogazione sugli incarichi pubblici affidati alla giornalista per verificare trasparenza, modalità di selezione, eventuali compensi e possibili conflitti di interesse. Forse sarebbe stato bastato fare una telefonata ai colleghi di partito.

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