Draghi al 60% di gradimento: prevale in tutti i partiti. Ma c'è il "fattore M5S"

Il premier gode di un alto livello di gradimento in partenza. Gli italiani però volevano una maggiore presenza di volti nuovi tra i politici

Draghi al 60% di gradimento: prevale in tutti i partiti. Ma c'è il "fattore M5S"

Il nuovo governo parte con il piede giusto dal punto di vista delle opinioni degli elettori: il neopremier Mario Draghi può godere di un gradimento del 60%, mentre il 27% si dice contrario e il restante 13% non esprime il proprio giudizio. Un indice piuttosto alto, inferiore solamente a quello di Mario Monti (73): l'attuale presidente del Consiglio occupa la seconda posizione nella graduatoria del gradimento verso gli esecutivi al loro insediamento. Il governo invece tocca quota 54%; solamente il 33% dà un giudizio negativo e il 13% non prende posizione. Le opinioni sfavorevoli arrivano esclusivamente dall'elettorato del Movimento 5 Stelle, spaccato da un 47 contro un 45, che potrebbe rappresentare una spina nel fianco. C'è poi un dato piuttosto curioso: nonostante Fratelli d'Italia sia all'opposizione, il 56% degli elettori di Giorgia Meloni si dice favorevole. In sostanza Draghi prevale in tutti i partiti, eccezion fatta per i grillini.

Più volti nuovi

Stando a quanto riportato dal sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, ad aver suscitato più di qualche perplessità è stata la formazione della squadra di ministri: gli italiani si aspettavano - nella componente politica - una maggiore presenza di volti nuovi. Dubbi riguardano anche il rapporto tra i ministri con profilo tecnico e quelli di provenienza partitica, la limitata componente femminile e la conferma di alcuni ministri del Conte bis.

Quanto alle decisioni che Draghi sarà per forza di cose costretto ad affrontare, il 55% prevede che il presidente del Consiglio e i ministri tecnici prendano le scelte più importanti; il 20% ritiene che i partiti e i ministri politici prevarranno. Il 49% auspica che l'ex numero uno della Bce accentri il più possibile la comunicazione del governo, mentre il 21% considera necessario garantire una immagine equa e libera a tutti i ministri.

Le opinioni sul lockdown

Nella rilevazione di Ipsos c'è stato spazio di discussione pure sulla questione sanitaria. Sebbene gli italiani siano comprensibilmente provati dagli sforzi e dalle privazioni di libertà imposti a causa della lotta al Coronavirus, continuano a sostenere l'estrema importanza di prudenza per mettere al sicuro la campagna di vaccinazione e uscire quanto prima dall'incubo Covid-19: non a caso il 38% è convinto che si debbano mantenere le misure restrittive attuali e il 34% vorrebbe addirittura un lockdown più severo per evitare la diffusione del virus. Solamente il 16% chiede un allentamento delle norme in vigore. A proposito, c'è una data da tenere d'occhio: l'Istituto superiore di sanità chiede un intervento rapido e non è da escludere che tutta Italia possa tingersi di colore arancione.

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