Draghi ce la fa. Sull'Afghanistan G20 allargato a Qatar e Fmi

Alla fine Mario Draghi ce l'ha fatta. E lo ha annunciato lui stesso in conferenza stampa a Palazzo Chigi

Draghi ce la fa. Sull'Afghanistan G20 allargato a Qatar e Fmi

Alla fine Mario Draghi ce l'ha fatta. E lo ha annunciato lui stesso in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Il 12 ottobre ci sarà il vertice G20 straordinario sull'Afghanistan». L'appuntamento dei Grandi della Terra sul dossier più scottante di politica internazionale del momento sarà «allargato», ha poi aggiunto il presidente del Consiglio. «Tra i partecipanti ci saranno le Nazioni unite, il Qatar, la Banca mondiale e il Fondo monetario». «Si tratta di vedere se è possibile avere una comunità di obiettivi, tra i 20 paesi - ha spiegato il premier - prima di tutto c'è un'esigenza umanitaria, è un dovere per i paesi più ricchi del mondo fare qualcosa». «Poi - ha aggiunto Draghi - si deve evitare che l'Afghanistan torni ad essere il nido del terrorismo internazionale». Eppure il capo del governo italiano, che dalla caduta di Kabul nelle mani dei talebani lavora a questo appuntamento, ha voluto essere chiaro: «C'è una catastrofe umanitaria che sta per dilagare perché l'Afghanistan non ha il sostegno del resto del mondo». Ed è necessario fare qualcosa, «senza condizionalità», per cui «non ti do un pacco di grano se abiuri alle tue fedi. Bisogna solo salvare vite». Mentre la crisi umanitaria incombe sul Paese, dall'Afghanistan arrivano notizie sempre più sconcertarti anche sul fronte della stretta sulle libertà. Il ministro della Difesa del nuovo governo afghano, Mawlawi Mohammad Yaqoob ha intimato i giovani combattenti a smetterla con i selfie, a non girovagare per Kabul, visitando mercati o luoghi come lo zoo, indossando un abbigliamento «rilassato», con capelli lunghi, occhiali a specchio e scarpe da ginnastica bianche. «Rispettate i compiti che vi sono stati assegnati, state danneggiando il vostro status che è stato raggiunto con il sangue dei martiri», ha sottolineato Yaqoob, figlio del Mullah Omar, citato dal Wall Street Journal. Il ministro della Giustizia talebano Abdul Hakim Sharie ha dichiarato invece che in via temporanea entrerà in vigore la Costituzione scritta da re Zahir Shah e che il Paese rispetterà il diritto internazionale, tranne nei casi di conflitti con i principi della sharia, la legge islamica. L'applicazione della Carta del 1964 durerà fino a quando non sarà redatto un nuovo testo. La Costituzione dell'ultimo monarca afghano si basa su 128 articoli e lascia al re il potere ultimo di decidere. Da vedere se i talebani manterranno in vita gli articoli che garantiscono il diritto di voto alle donne. Il testo non riconosce esplicitamente a queste ultime il diritto a istruzione e accesso al lavoro.

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